Concianti mais, la palla all’Efsa

Scade la sospensione per neonicotinoidi e fipronil, ma ora la decisione diventa europea
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Il limbo dei concianti del mais sembra destinato a durare. È scaduta infatti il 30 giugno la quarta sospensione consecutiva dell’autorizzazione per il trattamento delle sementi con gli insetticidi clothianidin, thiamethoxam, imidacloprid e fipronil (la prima decisione in tal senso risale al 2008). In attesa del verdetto del Comitato fitosanitario per le prossime semine, Unaapi, la più battagliera tra le associazioni degli apicoltori, ha richiesto ai ministeri della Salute e delle Politiche agricole di trasformare la sospensione in un divieto definitivo. Dopo la pubblicazione sulla rivista Science di alcuni studi sui comportamenti delle api esposte a bassi livelli di neonicotinoidi, e dopo la conclusione definitiva della sperimentazione Apenet in Italia, il teatro della competizione si è però spostato dagli scontri dialettici ad un più appropriato confronto scientifico. L’Efsa, l’autorità Europea per la sicurezza alimentare con sede a Parma, è infatti stata sottoposta a diverse sollecitazioni.

 

TRIPLICE MANDATO

Innanzitutto ha ricevuto mandato dalla Commissione Ue a fornire un’analisi approfondita degli effetti delle sostanze attive thiametoxam, clothianidin, imidacloprid, acetamiprid e thiacloprid nei confronti delle api e contemporaneamente è partita la revisione delle linee guida per la valutazione del rischio. Dopo l’insediamento del nuovo governo Hollande anche la Francia (attraverso l’agenzia competente Anses) ha poi richiesto all’authority europea di valutare gli effetti di dosi sub-letali di thiametoxam (insetticida che nel paese francese continua ad essere impiegato come conciante di mais), in seguito alla pubblicazione su Science di due studi che evidenzierebbe effetti negativi del trattamento con questo prodotto (su colza, però) nella capacità d’orientamento delle api. Presso l’authority giace infine anche la richiesta italiana di un’opinione sul progetto di ricerca governativo Apenet, che contiene un importante capitolo sugli effetti sub-letali di questi insetticidi sistemici. Lo scorso 1 giugno l’Efsa si è impegnata a pubblicare entro dicembre (una scadenza che blocca le conce anche per le semine 2013) i risultati di un proprio studio che presterà particolare attenzione agli effetti acuti e cronici sulla sopravvivenza e lo sviluppo delle colonie di api, tenendo in considerazione gli effetti sulle larve e gli effetti delle dosi sub-letali sulla sopravvivenza e sul comportamento delle api.

 

DOSAGGI FUORI LIMITE

Nella stessa occasione l’Efsa ha però fatto notare che negli studi pubblicati da Science le concentrazioni di neonicotinoidi sono più elevate rispetto ai più alti livelli di residui riscontrabili nel nettare in seguito a trattamenti effettuati rispettando i limiti d’etichetta (la dose sub-letale sarebbe quindi una dose illegale). Proprio come nel limbo dantesco, sarà un intervento esterno come quello dell’authority europea a risvegliare le sorti di “color che son sospesi”?


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