Collegato agri, voglia di competitività

LEGGE DI STABILITÀ 2014
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Maggiore competitività per l’agricoltura italiana. È l’obiettivo del collegato Agricoltura alla Legge di stabilità 2014 approvato dal Consiglio dei ministri.

Il disegno di legge, presentato dallo stesso presidente del Consiglio Enrico Letta nella sua prima uscita come ministro per le Politiche agricole ad interim dopo le dimensioni di Nunzia Di Gerolamo travolta dall’Irpinia-gate, è una vera novità in materia di legislazione agroalimentare in quanto contiene misure che spaziano a tutto campo nel settore. Negli ultimi anni, infatti si erano visti solo provvedimenti settoriali come quello sull’olio di oliva o misure marginali approvate come emendamenti di altre leggi “carrozzone”.

«Daremo ancora più competitività a un settore cruciale soprattutto in vista dell’Expo 2015, i cui temi sono strettamente legati all’agricoltura e alla terra» ha detto Letta a proposito del ddl. In realtà, si tratta di una legge delega che dà mandato al Governo di emanare, mediamente entro 12 mesi, i provvedimenti applicativi sotto forma di decreti legislativi o decreti regolamentari. Quindi una serie di dichiarazioni d’intenti che dovrà poi passare al vaglio parlamentare dove potrebbe incontrare non poche difficoltà.
Quattro i capitoli in gioco (v. anche rubrica Il Palazzo a fianco).

Semplificazioni dei controlli agroalimentari attraverso la costituzione di una banca dati dei verbali dei controlli, compresi quelli positivi, per evitare la duplicazione dei controlli stessi. Le banche dati si arricchiranno di un nuovo sistema informativo per il settore biologico, affidato, come altre banche dati, al Sian.

Tra le altre norme rilevanti vi è anche il riordino normativo del settore della pesca e semplificazioni per i contratti agrari e i Caa

– Enti vigilati: per il contenimento della spesa pubblica per gli enti vigilati dal Mipaaf (Agea, Agecontrol, Inea e Ismea) si propongono cure drastiche, ma non nuove. Ancora una volta, come accaduto ripetutamente in passato, la soppressione dell’Agecontrol, dell’Inea che verrebbe assorbita dal Cra e, dulcis in fundo, dell’Agea le cui funzioni dovrebbero (ri)passare al Mipaaf e cioè da dove erano state trasferite qualche decennio addietro.

L’unico Ente che aumenta le proprie funzioni è l’Ismea cui vengono trasferite le funzioni dell’Isa in modo da razionalizzare tutto il sistema creditizio.

Misure per la competitività: alle imprese agricole vengono estesi i benefici dei contratti di rete. Ma il punto più qualificante può essere considerata la norma che consente alle imprese che investono in nuove tecnologie di fruire di un credito d’imposta fino al 40% degli investimenti effettuati nel 2014 e 2015: a tal fine vengono stanziati 5 milioni di € per ciascuno degli anni fiscali e 2,5 milioni per il 2016.

Le altre norme riguardanti l’istituzione di un marchio made in Italy e la priorità per le mense scolastiche di fare acquisti di prodotti a km 0 e proveniente da aziende che fanno agricoltura sociale, sono destinate ad essere realizzate in tempi lunghi: per ora vengono solo definiti i prìncipi generali.

Pomodoro e riso: viene riscritta l’intera normativa (dalla definizione di ciascun prodotto alla descrizione dei requisiti tecnici e merceologici sino alle modalità di commercializzazione). Sono infatti due prodotti sensibili e a rischio frodi proprio per attuale carenza legislativa.

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