Chianti, una strategia per stabilizzare il mercato

Attualità/Tendenze
VV 1_2 Chianti

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 2 del 3 gennaio 2014 il decreto che modifica il disciplinare di produzione della Docg «Chianti» e che prevede, in particolari condizioni climatiche o di mercato, l’anticipo della data di immissione al consumo – finora fissata al 1° marzo dell’anno successivo alla vendemmia – nel limite massimo di due mesi. È anche l’effetto delle miglioramento delle condizioni di mercato registrate nell’ultimo periodo.

Rialzi sullo sfuso


Secondo i dati, la domanda del vino sfuso ha tenuto nell’ultimo triennio tanto che la produzione disponibile non ha soddisfatto pienamente le richieste di mercato; in sintesi, la situazione ha determinato un incremento del prezzo all’ingrosso che, ancora sostenuto nelle ultime settimane, ha quasi raggiunto le quotazioni del «Chianti Classico» Docg.


Secondo il listino sulla piazza di Firenze pubblicato dalla Camera di Commercio, infatti, a metà dicembre il prezzo all’ingrosso del vino atto a divenire «Chianti» sfuso si è attestato a 130÷150 euro/ettolitro per l’annata 2013, sino ad arrivare a 140÷165 e 150÷195 euro/ettolitro per le produzioni 2012 e 2011 a fronte dei 205 euro/ettolitro del vino atto a divenire «Chianti Classico» Docg; similari le quotazioni del mercato senese, con picchi fino a 150÷170 euro/ettolitro per il vino atto a divenire «Chianti» Colli Senesi Docg.


Andamento peraltro confermato anche dai dati Ismea che, nel periodo gennaio-settembre 2013 ha rilevato – rispetto allo stesso periodo 2012 – un incremento del prezzo medio pari a +20%, da 103 a 124 euro/ettolitro.


La situazione di mercato ha finora consentito alla filiera di poter smaltire le giacenze di cantina ma nel medio periodo potrebbe, considerando il sensibile rialzo dei listini, causare una flessione delle vendite e innescare un meccanismo oscillante dei prezzi all’ingrosso.


La decisione del Consorzio di proporre la modifica del disciplinare di produzione – discussa il 12 dicembre nell’ambito del Comitato nazionale vini Dop e Igp (che ha espresso parere favorevole) e ratificata con il decreto ministeriale 13 dicembre 2013 – è quindi finalizzata a soddisfare (e stabilizzare) il mercato inserendo, in determinate condizioni e previa autorizzazione della Regione Toscana, una deroga al disciplinare e l’anticipo, nel limite massimo di due mesi, della data di l’immissione al consumo di talune tipologie di vini della Docg che, ovviamente, devono possedere le caratteristiche minime chimico-fisiche e organolettiche previste dal disciplinare di produzione.

Limiti ai nuovi impianti


Ciò al fine di evitare così l’incremento del prezzo dovuto alla poca disponibilità di prodotto nel corso del primo trimestre dell’anno e, in ogni caso, scomode ed impreviste oscillazioni di mercato


In una più ampia strategia di intervento e di governo dell’offerta, l’anticipo dell’immissione al consumo si affianca, per il momento nella Provincia di Firenze, alla limitazione delle nuove superfici rivendicabili e, pertanto, utilizzabili, alla produzione di uve destinate a dare vino «Chianti» Docg, scelta peraltro condivisa e messa in atto anche dal Consorzio del Chianti Classico.


In cantiere anche una modifica al rialzo delle rese di uva/ettaro che, nel momento in cui sarà esecutiva, produrrà un incremento della produzione, incremento tuttavia bilanciato dalla minore produttività dei vigneti obsoleti, la cui resa/ceppo vigente, per i ceppi impiantati antecedentemente al 5 agosto 1996 – è pari a 5 chili di uva.


Relativamente ai vigneti obsoleti, è interessante notare che il «piano dei controlli» relativo alla Docg «Chianti», predisposto dall’Organismo di certificazione Toscana Certificazione Agroalimentare s.r.l. (TCA s.r.l.) e approvato dal Dipartimento ICQRF del Mi.p.a.a.f., contiene specifiche attività di controllo a carico dei vigneti di età superiore ai 30 anni; il «piano dei controlli» standard, infatti, include un controllo ispettivo a carico di un campione pari ad un minimo del 10% dei viticoltori, casualmente sorteggiati, iscritte allo schedario viticolo che hanno rivendicato la Docg «Chianti» nella precedente campagna vendemmiale, senza ulteriori specifiche in merito all’età dei vigneti; su proposta del Consorzio di tutela, invece, il«piano dei controlli» approvato per la Docg «Chianti» prevede un’ulteriore percentuale di controllo ispettivo, pari al 5% dei viticoltori in possesso, a qualsiasi titolo, di vigneti di età superiore ai 30 anni.


In conclusione, una strategia che mira a valorizzare le produzioni certificate ma anche a stabilizzare l’equilibrio domanda/offerta di mercato cercando di sfuggire alle sconvenienti oscillazioni dei prezzi all’ingrosso.


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