Cereali. Prezzi nazionali e mondiali a confronto (dal 30 novembre al 6 dicembre 2012)

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Frumento tenero

ITALIA

lo scenario si consolida tra una domanda non sempre pressante ed un’offerta che, causa i riflessi delle notizie comunitarie (Francia) e estere (Russia), si fa sempre più attendista. I molini non lavorano appieno, hanno coperture medie e sui porti giacciono ingenti volumi di merce di ogni qualità, ma nonostante tutto questo si respira incertezza e attesa che congelano le quotazioni ai livello delle scorse settimane con la sola eccezione degli “spring” che calano per effetto cambio e per la maggiore competizione tra gli importatori. Sempre ricercatissimi i grani biscottieri e panificabili, ma con i prezzi mondiali ancora alti la domanda deve rivolgersi al comunitario. Bologna e Milano sono invariati per nazionali e comunitari.

 

Frumento duro


ITALIA

continua il momento di “calma” anche se si registra una domanda prontissima ad acquisire ogni volume offerta dagli agricoltori. La dinamica di mercato è tra un’offerta Italiana che non coprirebbe i fabbisogni di campagna (ed ancor meno il potenziale export) e un’offerta comunitaria e (principalmente) estera sulla carta ampia che di colpo potrebbe saturare il nostro mercato. Incertezza anche nelle politiche di acquisto dei molini tra chi è coperto fino a giugno e chi (anche per la crisi) resta coperto “a vista”. L’altalena del cambio valutario sostiene le ragioni di chi vede l’Italia esportatrice di “Fino” nelle prossime aste sull’Algeria e Tunisia. L’arrivo dei primi freddi blocca lo sviluppo agronomico del nuovo raccolto che cominciava ad essere troppo veloce. Da nord a Sud si percepiscono segnali opposti che però si declinano in una serie di “invariati” sulle principali borse merci.

 

Mais


ITALIA

segni di cedimento dovuti all’abbondanza di granaglie sui porti. Gradualmente il problema delle tossine del nazionale rientra grazie ad una accurata selezione analitica e gestione degli stock, ma la domanda preme il giusto aiutata da un clima e temperature ancora autunnali. L’origine Francia ed Ucraina da settimane continuano a condizionare gli scambi con gli operatori che vivono nell’incertezza delle decisioni di prezzo degli importatori. Milano -1€/t e Bologna -2 €/t riflettono all’unisuono il momento di calma che si respira. Il nazionale vale sui 258 €/t arrivo il comunitario ed estero poco sotto i 280 €/t.

 

Cereali foraggeri e oleaginose


ITALIA

Cereali Foraggeri: i detentori degli ampi volumi ai porti centellinano l’offerta, a causa di una possibile riduzione dell’export dal Mar Nero, e di fatto sostengono le quotazioni che recuperano tra 1 e 3 euro/t con il tenero sui 267 €/t (inv), l’orzo arrivo oltre i 260 €/t (+3) ed il sorgo partenza a 270 €/t (+1).

Oleaginose:
nella settimana corta del “Thanksgiving” in USA i mercati non fanno segnare variazioni di rilievo. Milano (+5 €/t per la nazionale) si allinea con Bologna (invariato) e quotano la soia nazionale sui 510 €/t (inv) partenza; l’estera sempre a sconto di un 30 €/t.

 

Il commento completo sui prezzi europei e mondiali su Terra e Vita.

 


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