Cereali. Prezzi nazionali e mondiali a confronto (dal 29 marzo al 4 aprile 2013)

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Frumento tenero

ITALIA

il mercato ritrova una sua stabilità alla luce dei sensibili ribassi internazionali che contribuiscono a calmierare le quotazioni dei “biscottieri” ormai introvabili come origine nazionale e meno offerti dal resto d’Europa. I molini si affrettano a coprire le posizioni del “misto rosso”, mentre per i grani di forza permane una domanda non pressante anche per la progressiva contrazione dei prezzi delle alternative estere. I detentori di merce nazionale si fanno attendisti ma la sensazione è che da qui a fine campagna il mercato potrebbe perdere ancora terreno se tornassero sulla scena gli operatori del Mar Nero. Milano e Bologna confermano di fatto le quotazioni delle scorsa settimana a sottolineare il ritrovato equilibrio.

 

Frumento duro


ITALIA

si torna a fare i conti sui volumi di nazionale ancora da vendere e di comunitario ed estero ancora da ricevere ai porti. Nonostante l’equilibrio sia labile, ritorna tra gli operatori la sensazione che manchi poco a garantire una chiusura di campagna senza ulteriori contraccolpi, con la spada di Damocle dei volumi ancora invenduti in Francia e Nord America. Il nuovo raccolto procede bene al Sud con più di qualche preoccupazione per le aree del Centro e soprattutto della Toscana, ma il trend lo detteranno le stime di resa del Foggiano e della Sicilia (al momento buone). Domanda puntuale dal Nord ma meno pressante dal Sud ove si prevedono arrivi di estero a breve. Da Nord a Sud le mercuriali confermano i valori di fine Marzo.

 

Mais


ITALIA

il problema dei lotti nazionali contaminati trova gradualmente soluzione nell’utilizzo energetico, mentre le partite di mais con caratteristiche idonee alla zootecnia si scontrano con il trend calante dei prezzi mondiali e con prospettive di nuovi arrivi dall’estero a soddisfare la domanda locale. Il tempo al Centro-Nord ha continuato ad essere piovoso e si stima un sensibile calo delle semine rispetto alle (già ribassiste) attese. Le borse merci danno più conto allo scenario nel suo complesso che ai singoli eventi e su Bologna meno 2 €/t e Milano meno 1 €/t torna a regnare un velato pessimismo sulla tenuta delle quotazioni da qui all’estate.

 

Cereali foraggeri e oleaginose


ITALIA

Cereali Foraggeri: il momentaneo di euforia rientra prontamente anche se gli operatori sono cauti nel non imporre troppa volatilità alle nostre mercuriali. LE prospettive sono per una generale tenuta dei prezzi anche se il partito dei ribassisti è sempre forte. Il misto rosso nazionale è ormai introvabile e si quotano le alternative estere sui 255 €/t partenza (inv); l’orzo ed il sorgo si confermano rispettivamente sui 250 e 252 €/t.

Oleaginose:
le quotazioni scontano il rasserenamento dello scenario mondiale dopo le ultime stime USDA e cedono dai 5 ai 7 euro/t sulle piazze del Nord per un prezzo della soia nazionale sui 505 €/t partenza, l’estera a sconto di un 60 €/t.

 

Il commento completo sui prezzi europei e mondiali su Terra e Vita.

 


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