Cereali. Prezzi nazionali e mondiali a confronto (dal 22 al 28 febbraio 2013)

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Frumento tenero

ITALIA

si continua a vedere un mercato lasso con ampia offerta comunitaria ed estera a deprimere le quotazioni. I molini mantengono una strategia di acquisto del necessario, riducono le scorte e colgono appieno il momento di debolezza. Tutte le classi perdono terreno nonostante l’indebolimento del dollaro freni gli arrivi di grano dal Nordamerica; sui porti si vedono importanti volumi di grano, ma molto è in esecuzione di accordi in essere. Non si vede ancora la fine del calo dei prezzi con il chiaro sentore che ci si avvii verso le quotazioni della prossima campagna, stimabili in un 15-20 euro/t inferiori al pronto. Su Bologna e Milano si quotano ancora ribassi da 2 a 4 euro/t ; lo “spring” cede un 4 euro/t per la debolezza delle borse americane.

 

Frumento duro


ITALIA

nulla di nuovo sul fronte dei mercati se non l’immutata volontà di mantenere le quotazioni in attesa che si concretizzino (o meno) i cali di prezzo delle origini estere: Francia e Canada in primis. Il calo di semine è fattore d’incertezza, alla pari del dollaro in ripresa e, di riflesso, domanda e offerta mantengono le rispettive posizioni. I molini al Sud sono meglio coperti di quelli al Nord, anche se la sensazione è che per arrivare a congiuntura di campagna (con basse scorte) manchi poco. I progressi colturali sono soddisfacenti e si registrano i primi affari speculativi per il nuovo raccolto a sconto sul pronto di un 15 €/t. Ai porti del Sud continuano gli arrivi di merce extra-EU e si mantiene un buon livello di scambi e “rivendite” che di fatto stabilizzano le quotazioni ai livelli della scorsa settimana.

 

Mais


ITALIA

si delinea un finale di campagna all’insegna della pesantezza e di un rapido rientro delle quotazioni verso “quota 220” per poi gradualmente arrivare a congiuntura di campagna a ridosso dei 200 €/t, in linea con il generale sentimento tra gli operatori. L’offerta locale eccede la domanda che è sempre più orientata verso lotti “senza problemi”; quel che resta di nazionale è ceduto a sconto. Le nostre piazze non risentono degli andamenti internazionali o della borsa di Parigi, consolidando cali nelle quotazioni che a Bologna e Milano sono di 6 €/t, con la merce nazionale quotata sotto i 230 €/t ed i comunitari ed esteri a premio di 10-20 €/t.

 

Cereali foraggeri e oleaginose


ITALIA

Cereali Foraggeri: se mais e teneri ad uso umano piangono i foraggeri non ridono. L’effetto domino del calo dei prezzi mondiali e comunitari si riflette sulle piazze Italiane, tradizionalmente dipendenti dall’estro nella seconda parte di campagna. Il misto rosso nazionale è finito e la domanda si orienta sull’origine USA che quota il Marzo-Giugno sui 255 €/t partenza (inv); l’orzo cede 4 €/t e oggi vale 253 €/t ed il sorgo partenza è sotto i 254 €/t (-3).

Oleaginose:
il mercato metabolizza le notizie delle benefiche piogge in Argentina ed una domanda mondiale molto pressante. Si impone nei fatti l’invariato sulle borse di Bologna e Milano con la soia nazionale a 505 €/t partenza e l’estera a sconto di un 45-50 €/t.

 

Il commento completo sui prezzi europei e mondiali su Terra e Vita.

 


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