Cereali. Prezzi nazionali e mondiali a confronto (dal 17 al 23 gennaio 2014)

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Frumento tenero

ITALIA

i segnali ribassisti che provengono dal resto dell’Europa e del Mondo impongono cautela ad una domanda che finora non ha mai premuto per coprire oltre il “venduto”. L’offerta di merce nazionale comincia a premere e l’effetto sulle quotazioni è evidente con un repentino appesantimento sul mercato sia per i mosti rossi che per i grani superiori e di forza che subiscono la competizione dei comunitari. Le prospettive restano per ulteriori ribassi come effetto domino di positivi progressi colturali. Le Borse Merci quotano ulteriori ribassi tra 1 e 3 €/t per tutte le classi merceologiche; in calo anche i comunitari di 3 €/t, stabili gli “spring”.

 

Frumento duro


ITALIA

settimana che conferma l’incertezza tra gli operatori e lo scollamento tra un Sud ora “invariato” ed un Nord che dopo Milano recepisce anche a Bologna (ma con ritardo) i segnali rialzisti dell’ultima quindicina. La domanda continua a soffrire l’estenuante attesa della merce estera che era prevista arrivare ai primissimi di Gennaio e, con cautela, si copre alla giornata con il nazionale; l’offerta recepisce il momento contingente e non fa ritenzione, conscia che da Marzo il mercato potrebbe essere più lasso. Le semine 2013 sono pressoché al termine, ma il recente calo delle quotazioni avrebbe spinto molti a utilizzare semente non certificata e, con la prospettiva di una riduzione nella spesa in fertilizzanti, il raccolto 2014 potrebbe essere inferiore al 2013/14. Prezzi: a Foggia il fino vale partenza sui 275 €/t; all’AGER il Centro arrivo vale sui 288 €/t.

 

Mais


ITALIA

il differenziale di prezzo tra mais ed altri cereali parla a favore di un suo maggiore utilizzo, ma la concorrenza estera previene ogni possibile speranza di rialzo e le sirene ribassiste del comparto granario non aiutano a cambiare il sentimento di mercato. Il prodotto nazionale, in regola con i limiti tossicologici, quota sempre a ridosso dei 180-185 €/t reso, ma le alternative estere riducono il differenziale anche aiutate dalla ripresa dell’euro: Milano quota meno 1€/t, Bologna resta al momento invariato.

 

Cereali foraggeri e oleaginose


ITALIA

Cereali Foraggeri: : l’attività procede senza particolari sussulti con minore domanda per grano e orzo a favore del sorgo che, per motivi di prezzo, è più richiesto dai mangimifici. Ben presente l’offerta di prodotto, con il comunitario o l’estero a sopperire ad eventuali carenze di nazionale. L’orzo nostrano si conferma a 207 €/t arrivo; il sorgo bianco scende a 190-192 €/t (-4) partenza, il tenero cede 3 €/t e vale sui 217 €/t arrivo.

Oleaginose:
settimana in lieve flessione nonostante l’alternanza di notizie dagli USA e dal Sud America. Il favorevole cambio €/$ incide sui prezzi che cedono a Milano (-3€/t) e Bologna (-5 €/t) per un 440 €/t partenza; l’Ucraina incrementa lo sconto a 7-9 €/t. Il girasole resta nominale tra 275 e 285 €/t partenza.

 

Il commento completo sui prezzi europei e mondiali su Terra e Vita.

 


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