Cereali. Prezzi nazionali e mondiali a confronto (dal 14 al 20 giugno 2013)

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Frumento tenero

ITALIA

le temperature elevate al Centro-Nord accelerano l’arrivo del nuovo raccolto, ma gli operatori restano incerti sulla tendenza di mercato per il 2013/14. Dall’Europa (Ungheria) si offre qualità generiche a prezzo aggressivo, ma i nuovi raccolti saranno all’insegna della variabilità qualitativa e tanto basta per sospendere le quotazioni sulle piazze del Nord: sia del nazionale che del comunitario. Il salto di campagna con riduzione dei prezzi resta probabile, ma il clima nei prossimi giorni è essenziale per la qualità: massima cautela. Sul fronte dei grani “spring” USA e Canada, vale più il cambio euro/dollaro che ogni stima e previsione colturale.

 

Frumento duro


ITALIA

il proseguo della raccolta al sud parla di buone rese, ma proteina inferiore al 2012/13, questo introduce il rischio di un mercato con due prezzi ben separati per i lotti oltre il 13% ed i resto. Al Centro ed al Nord si stima uno scenario in linea con quanto visto al Sud e gli operatori si rivolgono verso importazioni di “proteina” con l’intento di anticipare possibili rincari per la qualità. Con una produzione prossima ai 4 milioni di tonnellate ed un deficit sugli 1,5 mio/t le prospettive per i molini ed i pastifici restano incerte e decisamente più onerose nel rapporto qualità/prezzo rispetto al 2012/13. Le Borse Merci “non quotano”, ma il salto di campagna sarebbe limitato.

 

Mais


ITALIA

il dato delle minori superfici si intersecano con un’evoluzione colturale e stato delle colture che varia a seconda del periodo di semina. Le prospettive della nostra produzione andrà valutata nelle prossime settimane, ma nel mercato il dato rilevante è la pressione commerciale dall’Europa e dall’estero (facilitata dal super euro). Il calo dei prezzi dei cereali a paglia, alla pari dell’import, deprimono il corso che cede terreno sulle piazze del Nord. Milano e Bologna cedono un 3-5 €/t e si allineano sui 240 €/t arrivo; le origini estere a premio di 10-20 euro/t.

 

Cereali foraggeri e oleaginose


ITALIA

Cereali Foraggeri: l’orzo nazionale inizia ad essere sempre più disponibile e molto richiesto dal settore mangimistico alla luce del prezzo che torna vicino ai 200 €/t. Ancora non quotati grano e sorgo, ma le prospettive sono per una sensibile riduzione di prezzo alla ripresa delle quotazioni ufficiali.

Oleaginose:
il mercato rallenta compensando la scarsa disponibilità sul pronto e le ottime prospettive per i raccolti di soia USA e colza Canadese. La soia vale 490 €/t partenza.

 

Il commento completo sui prezzi europei e mondiali su Terra e Vita.

 


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