Blitz della Finanza al Mipaaf

CORRUZIONE
ministero_politiche_agricole_forestali

La corruzione “diffusa”, capace
di inquinare “quasi
tutte” le attività del ministero;
un manipolo di funzionari
pubblici disposti a truccare anche
gli appalti per le iniziative dedicate
ai bambini delle scuole; dirigenti
pronti a vendersi per una
lampada da 1.200 euro o un week
end in un centro benessere.
È quanto emerge dall’inchiesta
della procura di Roma e della
Guardia di Finanza che ha portato
all’arresto di 11 tra funzionari e
dirigenti del ministero delle Politiche
agricole e forestali, oltre ad
alcuni imprenditori. L’inchiesta,
affermano inquirenti e investigatori,
«è un piccolo trattato di sociologia
della corruzione da cui
emerge un vero e proprio giro di
privilegi e malaffare. Un sistema
in cui c’è una spesa pubblica che
dovrebbe essere utilizzata per favorire
un settore importante e invece
viene distorta e inquinata da
una corruzione diffusa, variegata
e circolare».

«Se avessi avuto sentore
avrei fatto immediatamente qualcosa
» dice il ministro Mario Catania,
sottolineando di avere “totale
fiducia” nell’attività dei magistrati
e di aver in ogni caso «radicalmente
ridimensionato» fin dal
suo arrivo il budget di spesa del
settore della comunicazione istituzionale
e promozione del ministero,
quello dove secondo gli inquirenti
sono avvenuti tutti gli episodi
di corruzione.

Nell’indagine sono indagate
37 persone, di cui 13 funzionari
pubblici accusati, a vario titolo, di
corruzione, turbata libertà degli
incanti e turbata libertà della scelta
del contraente: per 6 di loro è
scattata la custodia cautelare in
carcere e per altri 5 gli arresti domiciliari.

Tra i destinatari della misura
in carcere c’è Giuseppe Ambrosio,
l’ex-capo di gabinetto dei ministri
Galan e Zaia soprannominato
‘Centurione’, attuale capo
segreteria del sottosegretario
Braga e direttore generale del
Cra (Consiglio per la ricerca e la
sperimentazione in agricoltura), i
dirigenti del ministero Stefania
Ricciardi
(moglie di Ambrosio),
Francesco Saverio Abate, il dirigente
pubblico Ludovico Gay, il
dirigente della Cia Alfredo Bernardini
e l’impiegato del ministero
Michele Mariani. Arresti domiciliari
per il funzionario Luca
Gaudiano
, il direttore del Consorzio
Parmigiano reggiano Riccardo
Deserti
, gli imprenditori
Maria Claudia Golinelli, Luigi
Cardona
e Oliviero Sorbin.
Complessivamente, gli episodi
di corruzione riguardano finanziamenti
pubblici per oltre 40
appalti, per un totale di 32 milioni,
erogati a 20
aziende nel periodo
dal 2007 al
2011.

«Contratti, finanziamenti,
contributi,
forniture:
non c’è stata – dicono
i magistrati – attività di spesa
del ministero esente da attività
corruttiva». L’indagine è partita
da una serie di esposti
anonimi in cui venivano indicati
diversi soggetti che hanno ricevuto
a vario titolo contributi. In
alcuni casi, come in quello dell’Ansa,
è stato spiegato dagli inquirenti,
si tratta di finanziamenti
percepiti in maniera assolutamente
legittima. Ma in molti altri
casi i soldi sono stati ottenuti attraverso
la corruzione. In sostanza,
i funzionari predisponevano
e pilotavano i bandi di gara
per favorire gli imprenditori ottenendo
in cambio compensi di
varia natura. Oltre al denaro, infatti,
sono state pagate vacanze
in Usa e Francia, soggiorni presso
resort e centri benessere in
Italia, garantiti stage e fatte promesse
di posti di lavoro per parenti,
amici, amanti e persino
forniti generi alimentari e oggetti
d’arredamento. Ma non solo: il
sistema era così ben oleato che
funzionari, dirigenti e imprenditori
si erano accordati, quando il
finanziamento pubblico era ridotto
e dunque non consentiva
la redistribuzione tra tutti i pubblici
ufficiali coinvolti, di ‘turnare’
il compenso per la loro corruzione.

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