Biotech: Una sfida sostenibile

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Nel nostro paese il dibattito sulle biotecnologie è sempre conflittualmente aperto. I blocchi, essenzialmente ideologici, hanno fermato sia la diffusione di queste tecnologie a livello produttivo (nonostante una quota importante delle commodity che importiamo sia ogm, soia soprattutto), sia la ricerca bloccata da diversi anni per l’impossibilita di sperimentare ciò che altri Paesi coltivano normalmente.

Il punto è stato fatto al convegno organizzato da Confagricoltura Lombardia presso il Parco tecnologico padano di Lodi, titolo “Nutrire il pianeta, Biotecnologie in agricoltura, non solo ogm”.

L’applicazione delle biotecnologie sta crescendo a livello mondiale in modo lineare da ormai 15 anni. 14 milioni di agricoltori le utilizzano su 160 milioni di ha. Ovunque le biotecnologie sono presenti la superficie coltivata tende ad aumentare segno che permettono una produttività sostenibile economicamente agli agricoltori.

Nel convegno si è parlato anche di nuove tecnologie basate sulla genomica utilizzate per migliorare e velocizzare la selezione di tipo tradizionale. Tutte queste tecnologie (ogm, genomica, ecc.) devono essere considerati strumenti a disposizione della ricerca per ottenere piante efficienti e più ecocompatibili cioè in grado di produrre sfruttando meno risorse naturali che diventeranno sempre più difficili da reperire con l’aumento della popolazione e il cambio abitudini alimentari. Ed è stato fatto un interessante parallelismo per sottolineare l’importanza della selezione genetica: una pianta con potenzialità scarse, anche se migliorata sotto certi aspetti, continuerà ad essere scarsa. Una pianta con una buona genetica trarrà grandissimo vantaggio dall’inserimento di geni particolari. Uno dei relatori ha fatto l’esempio di un’autovettura molto performante: aggiungendo un optional come l’abs si otterrà un mezzo molto più sicuro ed efficiente, ma lo stesso optional inserito su un mezzo molto lento, tipo un trattore, non darà alcun vantaggio. Tutto ciò per spiegare che per utilizzo razionale di queste tecnologie bisogna riflettere attentamente su vantaggi e svantaggi. Valutazioni che spettano al mondo scientifico e non possono diventare terreno di battaglia politico-ideologico.

Il titolo del convegno evocava lo slogan di Expo 2015 “Nutrire il Pianeta” cioè la sfida difficilissima di assicurare cibo sufficienti per tutta la popolazione mondiale. Popolazione che è forte in crescita e soprattutto che sta cambiando le proprie abitudini alimentari passando ad altre più complesse come la nostra che richiedono a parità di calorie fino a sette volte le risorse rispetto a quelle semplici.

A questa sfida si deve aggiungere che tutto ciò dev’essere fatto con metodi sostenibili per salvaguardare il più possibile l’ambiente per le prossime generazioni che gestiranno problemi ancora più grandi. La sfida è, quindi, quella di un’agricoltura sostenibile, che non rinunci a nutrire il pianeta, e si giocherà nel prossimo futuro grazie alle nuove conoscenze e alla possibilità di impiegare ciò che l’innovazione rende disponibile. Ricordando, forse, che quello che per noi è tradizione, per i nostri padri e nonni è stata innovazione.


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