Biologico, ancora numeri da record

SANA 2013
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Doppia festa a Sana 2013. Da una parte la celebrazione dei 25 anni della manifestazione, una fiera che ha accompagnato e sostenuto la crescita del biologico, dall’altra la verifica dell’ottimo stato di salute del settore delle produzioni naturali.

Continua infatti a crescere la superficie bio (+6,4%), che passa dall’8% al 9,1% del totale, così come gli operatori (+3%), confermando l’Italia ai vertici internazionali per questo tipo di produzione.

Quello che però ancora si riscontra nel panorama nazionale è la dicotomia fra l’incremento della domanda e la produzione. Il fatto è che per una parte delle aziende la scelta di operare nel biologico non è correlata al mercato ma legata alle disponibilità di specifici fondi Psr. La crescita in Puglia del 25% delle superfici e del 20% degli operatori è proprio una conseguenza di questo fenomeno.

Dunque, nonostante la crisi economico-finanziaria, il mercato del bio continua a crescere, confermando una dinamica positiva in atto ormai da diversi anni. «Fra gli stand del Sana si respirava aria di euforia – ha detto Roberto Pinton, segretario di Assobio, l’associazione delle imprese di trasformazione e distribuzione (30 aziende che coprono oltre il 50% del bio italiano) –. Le ditte hanno molto apprezzato la buyers lounge organizzata da Sana dove si sono tenuti circa 1.700 incontri mirati con una quarantina di operatori esteri. In particolare dobbiamo segnalare 19 buyer provenienti dalla Corea del Sud, che rappresenta uno dei più importanti mercati del futuro. La Corea varerà nel 2014 la nuova legge sul biologico che aprirà le porte di un mercato serio e sanissimo».

Sulla base delle elaborazioni Ismea sui dati del panel famiglie Gfk-Eurisko, nei primi sei mesi di quest’anno gli acquisti domestici del biologico confezionato sono aumentati dell’8,8%. Un risultato eclatante se si tiene conto che la spesa agroalimentare complessiva è calata del 3,7%.

Si segnalano in particolare aumenti a due cifre delle vendite di biscotti, dolciumi e snack (+22,7% in valore), degli ortofrutticoli freschi e trasformati (+14,65) e delle uova (+11,3%). In misura minore, ma comunque significativa, sono cresciuti pasta, riso e sostituti del pane (+8,4%); stabili i prodotti lattiero-caseari e le bevande.

Il 70% degli acquisti bio viene effettuato al nord, ma è significativo il fatto che nel primo semestre del 2013 la crescita del sud (+11,2%) sia stata superiore a quella del centro (+0,6%) e del nord-est (+3,2%).

La previsioni dell’Ismea indicano a consuntivo del 2013 un incremento delle vendite del 6,9%. E la crescita (di un 7,5% medio annuo) dovrebbe continuare fino al 2015.

L’Ismea ha anche rilevato che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l’incremento dei prezzo del bio al consumo è più basso di quello che viene riconosciuto al produttore (2,1% contro 5,8; nel convenzionale 1,9% contro -0,9%). «Questo dato – ha affermato Francesco Giardina, coordinatore del Sinab, sistema d’informazione sul biologico del Mipaaf – molto probabilmente è correlato a un incremento di efficienza della filiera». Decisamente un segnale importante per il settore.

«Presto saremo in grado di fornire i dati del biologico con maggiore tempestitività (il progetto potrebbe partire già da fine a anno) – ha fatto sapere Giardina – migliorando il monitoraggio del comparto».

A inaugurare il Sana è stata chiamata Vandana Shiva, scienziata ed ecologista indiana, capofila di nuovi modi di produrre, nel rispetto della natura e dell’ambiente. «Abbiamo bisogno di un’agricoltura diversa – ha detto la Shiva – perché il 75% delle risorse del pianeta rischia di essere distrutto dall’agricoltura industriale».

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