Aviaria, si lavora agli indennizzi

EMERGENZE
polli_aviaria

Le aziende agricole
saranno indennizzate
per i danni subiti
dall’aviaria e ogni misura
sarà condivisa con gli enti
locali. Lo ha ribadito il ministro
delle Politiche agricole,
Nunzia De Girolamo annunciando
«strategie compensative
».

Il ministro, inoltre, ha ribadito
la necessità di «evitare
allarmismi, consapevoli
che non dobbiamo abbassare
la guardia ma anche che
non siamo in una situazione
d’allarme». Il primo
obiettivo, secondo il Mipaaf,
è «evitare che la malattia
contagi ancora altri
animali e si estenda di
più».

Restano, tuttavia, dei nodi
da sciogliere sugli indennizzi.
Sono previste per legge
solo per gli animali abbattuti
lasciando fuori le
aziende agricole danneggiate
dalle restrizioni imposte
dal Governo per combattere
la malattia. De Girolamo
ha ricevuto dalle mani dell’assessore
emiliano all’Agricoltura,
Tiberio Rabboni,
una lettera con le proposte
della Regione per le
imprese: sospensione di tasse,
mutui e contributi, compensazione
del mancato reddito,
cassa integrazione in
deroga e sostegno per spostare
gli impianti di confezionamento
lontano dagli allevamenti.
«Ho ricevuto
con piacere questa lettera –
ha commentato il ministro
– perché ogni iniziativa sull’emergenza
e sulle misure
compensative deve essere
condivisa con gli enti locali,
perché vorrei evitare gli
errori del passato quando
sono state destinate risorse
poi perse perché non in linea
con le direttive europee
».

Cresce, intanto, fra gli allevatori
il timore che i danni
economici causati dall’aviaria
crescano portando
con sé il rischio reale di far
chiudere le aziende. Per
questo, Coldiretti sollecita
«urgentemente misure eccezionali
di sostegno al settore
che potrebbe subire perdite
per alcune decine di
milioni di euro anche a seguito
dei numerosi vincoli
alla movimentazione dei
prodotti avicoli che hanno
praticamente bloccato la
produzione e il mercato nelle
aree delimitate». Per
Coldiretti si tratta di difendere
uno dei pochi comparti
in cui l’Italia è praticamente
autosufficiente producendo
oltre 1,2 milioni di
tonnellate di carni e circa
13 miliardi di uova ogni anno,
per un valore della produzione
all’origine di circa
3,8 miliardi di euro. Dal
canto suo Confagricoltura
ribadisce la necessità di un
maggiore impegno finanziario
da parte delle autorità
comunitarie e nazionali per
garantire non solo il ristoro
completo dei danni diretti e
indiretti agli operatori, ma
anche l’adozione di misure
che permettano di accertare
l’origine e le cause dell’infezione
sul territorio. «Questa
combinazione di misure
– ha sostenuto
Confagricoltura – permetterà
di mantenere, rafforzare
e rilanciare il comparto avicolo,
avendo ben presente
che la nostra filiera nazionale
garantisce l’autosufficienza
dell’approvvigionamento
».

L’avicolo è uno dei pochi
settori il cui trend è decisamente
in crescita. Nel primo
semestre dell’anno, secondo
i dati di Unaitalia, la
spesa per le uova ha registrato
un incremento del
4% mentre gli acquisti di
carni di pollo sono cresciute
del 6% con un consumo
pro abitante che supera i 19
chili di prodotti avicoli.
«Ciò grazie proprio a quell’immagine
oramai radicata
nei consumatori – ha ribadito
Confagricoltura – di un
prodotto non solo sano, sicuro
e soprattutto fresco, nazionale,
ma anche economico
».

In questo senso la Cia ha
lanciato un appello sulla sicurezza
delle carni bianche:
«No ad allarmismi e paure
a tavola, non c’è nessun rischio
dal consumo di uova
e pollo». Secondo la Confederazione
la psicosi potrebbe
avere ricadute economiche
e occupazionali «molto
pesanti» soprattutto in Emilia-
Romagna, regione che
ha il 15% dei volumi di
produzione nazionali.
«L’Italia – ha spiegato la
Cia – ha già pagato caro le
psicosi alimentari degli ultimi
vent’anni, con danni che
hanno superato i 5 miliardi
di euro, tra mucca pazza,
aviaria e batteri killer». Insomma,
è necessario mettere
in campo tutte le misure
in grado di evitare il tracollo
del settore.


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