Appello alla Ue contro il piano Hollande

SCONTRO A PARIGI
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Proseguono le iniziative
della Agpb, l’associazione
dei produttori
francesi di grano,
per contrastare le scelte annunciate
all’inizio di ottobre
dal Presidente della Repubblica,
Hollande, sulle
modalità di applicazione
della nuova Pac.

In particolare, al centro
delle contestazioni c’è la decisione
– avversata anche
dalla Fnsea, la principale organizzazione
delle imprese
agricole francesi – di assegnare
un aiuto maggiorato
ai primi 52 ettari. Con il
risultato di spostare circa un
miliardo di euro di pagamenti
comunitari dalle
aziende che producono cereali
verso gli allevamenti.

Sul sito Internet dell’associazione
è disponibile un
programma che consente ai
singoli agricoltori di calcolare
la riduzione dei trasferimenti
a cui sarebbero esposti
per effetto delle decisioni
governative, e i risultati
così ottenuti possono essere
girati per conoscenza ai parlamentari
eletti nella zona.

I vertici della Agpb hanno
anche deciso di chiamare
in causa la Commissione
europea.

In una lettera inviata nei
giorni scorsi a Bruxelles si
sottolinea come le scelte fatte
dal Governo «siano tali
da provocare una grave distorsione
di concorrenza rispetto
ai produttori di cereali
che operano negli altri
Stati membri della Ue».

Secondo le stime diffuse
dall’associazione, l’importo
del pagamento all’ettaro per
i cereali coltivati in Germania
potrebbe risultare in media
di oltre il 40% superiore
a quello che incasseranno i
produttori francesi. «Uno
scarto tanto ampio – si legge
nella lettera –, risulta in
contrasto con i principi fondamentali
dell’Unione europea
».

Di conseguenza, la Commissione
europea è stata invitata
«a esercitare un’attenta
vigilanza sulla conformità
con il diritto comunitario
delle scelte francesi in materia
di applicazione della
nuova Pac. In particolare, la
vigilanza dovrebbe concentrarsi
sul rispetto delle regole
in materia di concorrenza
e non discriminazione tra i
cittadini dell’Unione».

La risposta della Commissione
alle sollecitazioni
della Agpb non è ancora arrivata.

Da ricordare, comunque,
che di recente il commissario
all’Agricoltura, Dacian
Ciolos, (si veda «Agrisole»
n. 40/2013) ha puntualizzato
che le scelte dei singoli
Stati saranno oggetto di «attenta
verifica», perché i margini
di manovra assicurati
dalla nuova Pac sono ampi,
ma la flessibilità «non pregiudica
il mantenimento di
di criteri comuni, uguali per
tutti».


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