Altolà dell’Italia al mais Mon 810

BIOTECNOLOGIE
mais_pianta.jpg

Nuovo altolà dell’Italia
alla coltivazione
di mais Mon
810 prodotta da Monsanto.
È il ministro della Salute,
Franco Balduzzi, con una
lettera spedita alla Commissione
Ue, a chiedere la «sospensione
d’urgenza» dell’autorizzazione
alla messa
in coltura di tali sementi. In
allegato viaggia un dossier
del Consiglio per la ricerca
in agricoltura (Cra) che paventa
possibili nuovi rischi
per l’ambiente dalle coltivazioni
biotech.

Per il ministro delle Politiche
agricole, Mario Catania,
l’Italia richiede una
nuova valutazione completa
sul Mon 810 e norme
uniche e vincolanti per i
partner sulla «coesistenza»
tra varietà transgeniche,
biologiche e Ogm. Regole
che l’Italia non è mai riuscita
a definire.

L’iniziativa dell’Italia si
muove sul solco già tracciato
dalla Francia che due anni
fa ha introdotto la «clausola
di salvaguardia» per
vietare la coltivazione del
mais Ogm. Decisione bocciata
dal Consiglio di Stato
transalpino e dalla Corte di
giustizia Ue. L’anno successivo,
dunque, Parigi ha cambiato
strategia inviando proprio
alla vigilia delle semine,
come ha fatto oggi l’Italia,
un dossier a Bruxelles
con presunti nuovi danni
ambientali derivanti dalle
coltivazioni biotech. Vista
l’impossibilità per gli esperti
dell’Authority per la sicurezza
alimentare (Efsa) di
esaminare il dossier francese
in tempo per le semine,
Parigi ha sospeso in via cautelativa
le varietà Ogm. Insomma,
la procedura è cambiata
ma il divieto è rimasto.
Ed è quello che, presumibilmente,
si appresta a fare
l’Italia che, proprio in attesa
del parere dell’Efsa, applicherà
la clausola di salvaguardia.
Una «contromossa
» che dovrebbe anche arginare
la sentenza della Corte
Ue di settembre scorso
che impone all’Italia di rimuovere
i divieti di coltivazione.

Almeno così sperano gli
ambientalisti, la Coldiretti e
la Cia che applaudono alla
lettera del ministro Balduzzi.
Ma i politici come Ermete
Realacci (Pd) e i neoeletti
del Movimento 5 stelle
che nei giorni scorsi hanno
avuto colloqui sul tema
con esponenti del Governo.
«Lo sprint finale del
Governo sulla richiesta di
sospensione dell’autorizzazione
al mais Mon 810 –
ha sottolineato Sergio Marini
– è avvenuto grazie al
pressing delle associazioni,
dei partiti e delle istituzioni,
della coalizione Liberi
da Ogm e all’apprezzata
e importante azione
del Movimento 5 Stelle».

Per Assobiotec, l’associazione
di Federchimica per
lo sviluppo delle biotecnologie,
invece, l’introduzione
della clausola di salvaguardia
sarebbe priva dei requisiti
normativi e scientifici.

«Le normative europee dispongono
chiaramente che
la clausola di salvaguardia
può essere invocata solo di
fronte a nuove informazioni
scientifiche che facciano
supporre un rischio per la
salute o per l’ambiente – ha
spiegato il presidente, Alessandro
Sidoli -. Mi domando
quali siano queste nuove
informazioni, e non vorrei
che ci trovassimo di fronte
all’ennesimo caso di assemblaggio
confuso di vecchie
e non validate asserzioni,
che ancora una volta la
Commissione europea
smentirà, come puntualmente
avvenuto in passato
».

Per Assalzoo «occorre
evitare posizioni rigide che
producano danni irreversibili
allo sviluppo del sistema
agroalimentare italiano. Sugli
Ogm è necessario ridare
la parola agli scienziati e
riflettere sui futuri rischi di
approvvigionamento che
peseranno sulle aziende e
sulle risorse delle famiglie
».

Pubblica un commento