Agromeccanici da valorizzare

CONTOTERZISMO
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Dopo il doppio mandato di Aproniano Tassinari, inizia in Unima, l’Unione nazionale di imprese di meccanizzazione agricola, l’era di Silvano Ramadori. Marchigiano, da molti anni nel mondo dell’associazionismo e del contoterzismo.

Ecco la sua visione.

Quali sono i punti chiave della sua presidenza?

«Avendo svolto in Unima, l’attività di Consigliere Nazionale per oltre tre mandati, credo di aver contribuito, a fianco di Tassinari nei suoi otto anni di amministrazione, allo sviluppo della politica sindacale e professionale. Pertanto, nei prossimi anni si darà senz’altro continuità a quelle azioni portate avanti con efficacia ed efficienza.

A ciò dovrà essere aggiunta una politica di valorizzazione e di equilibrio territoriale, coinvolgendo le realtà locali con le proposte che emergono dalla base, attraverso una concertazione democratica coordinata a livello centrale.

Dovranno altresì essere rafforzati i rapporti con le altre organizzazioni e rappresentanze sociali ed economiche, agricole e non, comunque protagoniste nell’attività primaria, senza perdere di vista il necessario coinvolgimento del mondo politico e istituzionale, che hanno incidenza sia a livello locale che centrale.

Da qui parte il nostro ruolo, da reinterpretare e valorizzare nel mutato complesso contesto socio-economico del settore. Ruolo che deve “sfruttare” al meglio il nuovo periodo di programmazione economico-finanziario dell’Unione europea e i fondi strutturali 2014-2020».

Si parla spesso di contoterzisti strategici per l’agricoltura. Poi ci si dimentica di inserirli nelle politiche agricole.

«Già negli ultimi anni si è fatto molto per coinvolgere i contoterzisti nel “Sistema Agricolo”. C’è comunque ancora tanto da fare per ridefinire, in chiave moderna, il ruolo strategico che gli agromeccanici svolgono nel settore primario. Con la loro funzione sanno interpretare e svolgere quei compiti strategici individuati dalla nuova Pac. Per essere più espliciti, è bene rimettere al centro del “Sistema Agricolo” il contoterzista forte di un ruolo efficace, professionale e intriso di razionalità economica. Del resto lo sviluppo del contoterzismo in agricoltura negli ultimi lustri è una dimostrazione tangibile proprio del connubio fra professionalità e razionalità economica. Pertanto, con un contoterzismo sempre più inserito nel sistema agricolo e, considerato che l’agroindustria già da decenni beneficia dei fondi comunitari previsti per il settore primario, non si comprende il motivo del mancato inserimento dell’agromeccanico tra i beneficiari della Pac.

È l’agromeccanico il vero partner dell’agricoltore. Solo alcuni “ciechi” non si sono accorti – forse per interessi campanilistici o per difesa di interessi di posizione – del fatto che un contoterzista beneficiario di fondi comunitari porta comunque vantaggi all’intero comparto agricolo.

È giunto il momento di considerare il contoterzista figura strategica per il progresso agricolo: aumenta la competitività, abbassa i costi e garantisce maggiore professionalità».

Inquadramento dell’agromeccanico: novità sul fronte normativo?

«Dopo il “buon” periodo della scorsa legislatura nel quale le proposte di legge nelle commissioni si trovavano in un iter avanzato, ora siamo costretti a dover riproporre i testi, concertandoci necessariamente con tutti i gruppi parlamentari. Vale la pena riiniziare subito il lavoro con un governo in bilico, del quale è difficile prevedere la durata? Restiamo ancora un po’ in attesa di “bel tempo”. Poi riproveremo.

Comunque, il mancato recepimento della normativa di riconoscimento dell’attività agromeccanica o di contoterzista agricolo frena il doveroso sviluppo del settore e appare discriminatorio fra le categorie».

Revisione sì, ma senza aggravi alle imprese

Dovrebbe partire nel 2014 la revisione delle macchine agricole: come la giudica?

«Ogni innovazione normativa, in particolare quando ha l’obiettivo di aumentare il grado di sicurezza, richiede tempi di applicazione sopportabili, accompagnati da una scrupolosa organizzazione dei servizi necessari a consentirne l’applicazione, senza traumi o difficoltà operative.

Resta comunque positivo il giudizio di massima, anche se si dovrà curare – come ci stiamo impegnando a fare – che il nuovo adempimento non comporti aumenti incontrollati dei costi per le imprese interessate».

Si parla spesso di unità, ma l’Unima ha avuto qualche problema a livello territoriale: qual è l’attuale situazione?

«La situazione è in movimento e vede comportamenti a volte inopportuni di alcune associazioni territoriali. Che, peraltro, danneggiano l’intera categoria. Sto battendo il territorio per parlare a tutte le associazioni, anche a quelle che hanno comunicato di voler uscire da Unima, sia recentemente che in tempi passati. Ancora non sono in grado di valutare i risultati di questo lavoro che presidenza e consiglio direttivo stanno svolgendo.

Comunque, in ogni situazione, vale la pena rispettare sistemi democratici, evitando personalismi o interessi privati. Le organizzazioni sono rappresentanti della categoria e non dei dirigenti e, per definizione, devono fare gli interessi della categoria stessa.

Mi preme sottolineare che un contoterzismo polverizzato e depotenziato non può avere incidenza in nessun contesto. A volte, per il bene della categoria, si fa molto di più svolgendo il ruolo di controllo o sprone proprio di una minoranza piuttosto che rompere le righe.

Unità e difesa della categoria

Il riavvicinamento con Confai è già reale, probabile, possibile o inesistente?

«Come da nostro documento programmatico e per quanto sopra detto, ci stiamo adoperando per ripristinare una rappresentanza unitaria per la categoria in modo da rendere efficaci le azioni di politica sindacale e professionale di categoria.

Per cui ben venga ogni rapporto di collaborazione e magari di ricoesione sindacale. Sono comunque azioni idonee per il raggiungimento dell’obiettivo per cui siamo nati: la tutela e la rappresentanza della categoria con la difesa dei legittimi interessi così come cita lo statuto che bisogna sempre ricordare.

Sono fiducioso, in quanto giocoforza dobbiamo tornare a difendere al meglio i nostri soci contoterzisti». 

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