2013, una vendemmia promettente

OSSERVATORIO
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Nel 2013 saranno conferiti a cantine sociali e private tra i 60 e i 63 milioni di q di uva da vino che, applicando il coefficiente medio di trasformazione del 73% danno tra i 44 e i 45 milioni di hl di vino. Un quantitativo superiore dell’8% rispetto a quello dello scorso anno (41,1 milioni di hl, dato Istat non definitivo). Sono le stime di Assoenologi al 31 agosto quando è stato raccolto meno del 10% dell’uva da vino.

Le abbondanti piogge invernali e primaverili/estive, nonché il caldo di luglio e agosto, hanno favorito i processi di accumulo della vite in tutt’Italia. Grandinate e attacchi fungini hanno, in alcune zone, inciso sulla quantità. Se i mesi di settembre e di ottobre ipotizza il Centro studi Assoenologi decorreranno in modo opportuno il dato sopra indicato (che coincide con la media quinquennale della produzione italiana) sarà confermato. Se al sole si sostituiranno continue e insistenti piogge, potrà subire anche profonde variazioni.

La maturazione, a differenza degli ultimi anni, è stata graduale, distribuita in un giusto lasso di tempo e non concentrata come è avvenuto nel 2011 e nel 2012, aggiunge Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi. Una lenta maturazione favorisce la sintesi di più elevati elementi qualitativi con l’accumulo di positive sostanze come quelle aromatiche nelle uve a bacca bianca e quelle polifenoliche in quelle a bacca rossa.

Anche in questo caso il condizionale è d’obbligo nel senso che, se il tempo tiene, potrebbe essere un ottimo millesimo. Siamo di fronte a un’annata che deve ancora giocare buona parte delle sue potenzialità. Il tutto rimane infatti subordinato all’andamento dei mesi di settembre e ottobre.

Il più venduto

Mentre i consumi interni continuano a calare (il 2013 si chiuderà, afferma Cotarella, sotto i 40 litri pro-capite contro i 45 del 2007 e i 110 degli anni Settanta), le vendite all’estero, nonostante il periodo difficoltoso, crescono. Il 2012 si è chiuso con un incremento del 6,5% in valore ma con un calo dell’8,8% in volume rispetto al 2011. I primi mesi di quest’anno mettono in luce un’ulteriore crescita del 9,8% in valore rispetto al 2012 con un leggero decremento dei volumi pari all’1,9%. Il che vuol dire che mandiamo all’estero meno prodotto ma guadagniamo di più. Decisamente interessante anche l’incremento del prezzo al litro delle nostre vendite all’estero all’ingrosso che, negli ultimi mesi, è aumentato del 12%.

Uve all’ingrosso

Le contrattazioni di uve, mosti e vini della vendemmia 2013 sono appena iniziate. Lo scorso anno, a causa della carenza di materia prima, i prezzi erano lievitati con punte anche del 30% per le uve e per i vini maggiormente richiesti.

Attualmente, conclude Giuseppe Martelli, direttore generale di Assoenologi, il mercato allingrosso è stazionario in diverse regioni italiane con quotazioni simili a quelle registrate nel medesimo periodo del 2012. In Lombardia si prevede un probabile aumento per i Pinot. In Friuli-Venezia Giulia i prezzi allingrosso sono in rialzo di oltre il 10% per le uve a bacca bianca (Pinot Grigio, Ribolla gialla e Prosecco).

In Emilia-Romagna per i nuovi vini si prevede una diminuzione delle quotazioni rispetto al 2012. In Toscana sono in rialzo. In Abruzzo risultano in calo quelle dei vini rossi generici, stabili per i vini Igp e Dop. In Puglia i prezzi risultano invece invariati sia per uve che per vini, mentre in Sicilia sono in calo.

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