Amblyseius, per il lavoro di squadra

La loro polifagia, mobilità e capacità di ricerca delle prede li rendono adatti ad introduzioni precoci L’articolo Amblyseius, per il…

Predatory mite (Amblyseius cucumeris) adult thrip & spider mite

La loro polifagia, mobilità e capacità di ricerca delle prede li rendono adatti ad introduzioni precoci

L’articolo Amblyseius, per il lavoro di squadra è un contenuto originale di Colture Protette.

Gli acari fitoseidi appartenenti al genere Amblyseius sono predatori considerati generalisti perché a fianco di precise preferenze possono svolgere attività collaterali importanti anche su altri fitofagi.
Le specie più comunemente utilizzate in Italia in programmi di difesa biologica o integrata sono: A. andersoni, A. cucumeris, A. swirskii e A. californicus. Altre specie sono oggetto di studi in altri Paesi, ma non possono essere utilizzati in Italia perché non considerati indigeni dei nostri areali.La caratteristica che accomuna queste specie è la loro polifagia che li rende predatori “generalisti” ed in quanto tali adattabili su diverse fonti di cibo, anche alternative. Molto spesso, infatti si possono alimentare anche di solo polline o comunque usano il polline come integrazione della dieta.
La loro polifagia li rende allevabili su diete alternative, che non richiedono quindi necessariamente l’allevamento del fitofago e della pianta ospite su cui il fitofago dovrebbe svilupparsi.
Diventano così predatori che si possono produrre a livello industriale, utilizzando come prede acari delle derrate alimentari e substrati su cui questi ultimi si possono sviluppare, in miscugli di specie e materiale che rappresentano il “know how” delle aziende produttrici. Questo significa che i costi sono più contenuti.
Tutto il contrario di quanto avviene per l’altro acaro fitoseide predatore Phytoseiulus persimilis, che, essendo molto specifico per il ragnetto rosso (Tetranychus urticae), richiede l’allevamento del fitofago, più oneroso , ma che, grazie alla sua specificità d’azione, risulta per contro molto efficace a basse dosi.
Polifagia
La polifagia è una ricchezza perché garantisce un’ottima capacità di insediamento, ma può rappresentare un limite per l’efficacia, in quanto non sempre questi acari sono in grado di portare la preda a livelli di controllo totale. A questo si ovvia con introduzioni sulla coltura massicci e ripetuti, che consentano di ottenere popolazioni forti e permanenti durante il ciclo colturale; questo diventa un valore aggiunto di notevole valore per questi organismi.
Spesso il loro impiego diventa utilissimo in accoppiata con altri insetti o acari utili per sviluppare sinergie, sfruttando le azioni complementari:
– A. cucumeris svolge un’ottima azione contro i tripidi e può essere utilizzato proficuamente con il predatore Orius laevigatus;
– l’attività di A. swirskii si abbina bene alla contemporanea presenza dei parassitoidi Eretmocerus eremicus ed Enacarsia formosa nel controllo degli aleurodidi;
– A andersoni e A. californicus svolgono un’importante azione in combinazione con il predatore specifico di ragnetto rosso Phytoseiulus persimilis;
Come già sottolineato gli ambliseius sono caratterizzati da una spiccata polifagia, ma al contempo mostrano comunque delle preferenze che ne indirizzano l’uso principale:
– A. cucumeris si alimenta prevalentemente su tripidi;
– A. swirskii è un buon predatore di tripidi ma ha un’azione più spiccata per gli aleurodidi;
– A. andersoni e A. californicus svolgono la loro attività in prevalenza su acari.
L’incremento nell’impiego degli ambliseius negli ultimi anni è dovuto anche alla possibilità di essere introdotti in campo nella forma “bags”, ovvero utilizzando sacchetti a lento rilascio che di fatto rappresentano degli allevamenti in campo, consentendo rilasci di individui graduali e prolungati sulla coltura.
A. cucumeris
A. cucumeris è utilizzato su varie colture orticole ed ornamentali per il controllo dei tripidi. Di piccole dimensioni, ha il corpo di colore bianco ialino ed è molto mobile ed è in grado di utilizzare anche altre fonti di cibo, compreso il polline, che ricerca esplorando attivamente la pianta. Il suo sviluppo è molto rapido poiché un ciclo completo si compie in 1-2 settimane al massimo. Le condizioni ottimali sono date da temperature intorno a 18-20°C ed elevata umidità relativa. Nelle situazioni più difficili occorre adottare un programma di introduzione precoce, anche prima della presenza visibile dei tripidi, puntando sulla capacità di insediamento del predatore anche in assenza di prede. Viene impiegato sia su colture orticole che floricole da solo o in coppia con l’orius. Si sfrutta così la sua grande mobilità e la capacità di esplorazione di tutti gli organi vegetativi della pianta, mentre l’orius staziona quasi esclusivamente sui fiori.
A. swirskii
A. swirskii è originario del mediterraneo orientale e molto adatto alle condizioni climatiche calde. Si tratta di un predatore generico che si nutre di polline ed in particolare di uova e forme giovanili di aleurodidi e piccole larve di tripidi. Il suo corpo è piriforme e di colore bianco ialino e può cambiare a seconda dell’alimentazione. Grazie alla sua rusticità ed alla versatilità alimentare è in grado di insediarsi facilmente sulle colture soprattutto nelle stagioni calde. Il suo utilizzo principale è in programmi di controllo di aleurodidi e tripidi, con preferenza per introduzioni precoci su colture orticole e floricole.
A. andersoni
A. andersoni è una specie tipica europea comune in diversi habitat. Si tratta di un predatore generico che mostra una preferenza spiccata per gli acari tetranichidi, ma è in grado di predare anche eriofidi oltre che nutrirsi di polline e piccoli insetti. Questa caratteristica gli consente un insediamento stabile e lo rende idoneo per introduzioni preventive anche in assenza di prede tipiche. Il suo impiego in lotta biologica e integrata può avvenire sia su colture orticole che frutticole. In condizioni naturali attraversa l’inverno a riposo per poi attivarsi quando le temperature vanno stabilmente sopra gli 8-10°C, mentre nella stagione calda è attivo fino a 35-40°C.
A. californicus
A. californicus è di dimensioni simili agli altri ambliseius con colore del corpo che varia dal bianco all’arancio. Le sue forme mobili cercano le prede e le svuotano; in campo sopporta bene le alte temperature e bassi livelli di umidità. Viene utilizzato in programmi di difesa biologico integrata contro gli acari fitofagi e spesso è associato all’impiego di Phytoseiulus persimilis.
Trova impiego su colture orticole, floricole e su fragola con particolare riferimento ai periodi della stagione più caldi, meno adatti per l’attività di P. persimilis (caldo secco).
Gli acari predatori del genere Amblyseius rappresentano perciò uno strumento di grande importanza per l’applicazione di una difesa integrata razionale ed efficace; la loro polifagia, la mobilità e la grande capacità di ricerca delle prede li rendono adatti ad introduzioni precoci, premessa per insediamenti duraturi. Sono poi particolarmente vocati al lavoro di squadra, dove possono dar vita ad importanti sinergie con altri organismi utili.