Aleurodidi, difesa integrata su Stella di Natale

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Due antagonisti. Un predatore ed un parassitoide per un’azione combinata efficace e a basso impatto

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La mosca bianca, si sa, è un bel problema. Ma quando si parla di mosca bianca su poinsettia, il problema diventa enorme.

L’industria chimica mette oggi a disposizione diversi principi attivi per il contenimento degli aleurodidi, spesso però per motivi legati a tecniche di coltivazione, alle scelte varietali e all’eccezionale capacità della mosca bianca di creare tolleranza alle diverse molecole chimiche, l’intervento con soli prodotti di sintesi non risulta risolutivo.

Ecco perché la lotta integrata con l’utilizzo di acari ed insetti utili ha preso particolarmente piede negli ultimi anni: non si creano fenomeni di resistenza, non si danneggia la coltura, in caso di necessità si può ricorrere all’intervento con alcuni prodotti chimici compatibili.

I protagonisti della lotta integrata su Poinsettia nei confronti di aleurodidi sono principalmente due: Amblyseius swirskii ed Eretmocerus eremicus.

Amblyseius swirskii è un acaro fitoseide originario del mediterraneo orientale, e molto adatto alle condizioni climatiche calde. Si tratta di un predatore generico che si nutre di uova e forme giovanili di mosche bianche (Trialeurodes vaporariorum e Bemisia tabaci), e piccole larve di tripidi. Come altri fitoseidi dello stesso genere, dai quali non è possibile distinguerlo ad occhio nudo, il suo corpo è piriforme e di colore bianco ialino e può cambiare a seconda dell’alimentazione. Grazie alla sua rusticità ed alla sua versatilità alimentare, A.swirskii è in grado di insediarsi facilmente in diverse colture floricole ed ornamentali, soprattutto nelle stagioni più calde e luminose. Il suo utilizzo principale è quello in programmi di lotta biologica contro mosche bianche e tripidi, ove nelle condizioni di maggior rischio è consigliato in abbinamento ad altri insetti antagonisti ad azione più specifica (in questo caso con Eretmocerus eremicus).

Eretmocerus eremicus è un imenottero in grado di parassitizzare le neanidi di Trialeurodes vaporariorum e Bemisia tabaci. L’adulto di E. eremicus è completamente giallo con occhi verdastri, è in grado di colpire entrambe le specie di aleurodidi delle colture protette. Rispetto ad Encarsia formosa, un altro parassitoide ide, la popolazione è composta di maschi e femmine e l’host-feeding è meno pronunciato, ma questa specie è molto più adatta a temperature più calde ed in genere ai periodi con più ampia escursione termica.

Parassitizzato

Gli aleurodidi parassitizzati diventano via via di colore ambrato e leggermente rigonfi, inoltre è possibile in trasparenza notare il progressivo sviluppo dell’adulto di E. eremicus che sfarfallerà da un foro circolare. L’ovideposizione avviene al di sotto della neanide e la larva penetra poi nel corpo dell’ospite sino ad ucciderlo quando raggiunge lo stadio di pupa.

La strategia di lotta integrata prevede dunque l’introduzione di un predatore e di un parassitoide: due modalità diverse di aggredire la preda ma che si compensano. Il primo si nutre di uova e di larve al primo stadio, mentre il secondo colpisce le larve di secondo e terzo stadio, con il loro utilizzo rimane “scoperto” solo l’individuo adulto di mosca bianca.

In linea generale vengono previste le prime introduzioni con l’acaro predatore A. swirskii sin dai primi periodi di coltivazione di poinsettia: grazie alla sua polifagia, infatti, l’acaro è in grado di riprodursi anche in assenza di preda e di colonizzare così la coltura. Quando e se la mosca bianca attaccherà la stella, l’acaro sarà già insediato e pronto a nutrirsene.

Successivamente si procederà con le introduzioni di E. eremicus, il quale andrà ad integrare l’azione predatoria dell’acaro parassitizzando gli stadi larvali di cui A. swirskii non è in grado di nutrirsi.

Nella pratica il lancio di insetti ed acari utili si traduce in una banalità: non servono dispositivi di protezione, non ci sono tempi di rientro, non si crea alcun danno a persone, animali e ambiente.

Per fare in modo che il loro utilizzo sia efficace, invece, è necessario che il tecnico che segue questo genere di lotta integrata prepari un programma di lanci considerando superficie e varietà colturali, tarando il giusto numero di insetti ed acari per metro quadrato nei giusti momenti di coltivazione, considerando anche la struttura dell’azienda e lo storico in merito a problemi di mosca bianca.

Nel caso in cui si renda necessario un intervento con un insetticida chimico, è fondamentale che venga contattato il  tecnico: sarà in grado di individuare un prodotto che agisca compatibilmente, nonché in sinergia, con gli antagonisti.