AGRONOMI – Una carta etica universale

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Carta di Milano –  I dieci comandamenti

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Una carta universale che definisce i principi etici e professionali per la produzione di cibo sostenibile e sicuro. E’ l’eredità immateriale che la World Association of Agronomists ha lasciato ad Expo, al termine del suo Congresso internazionale. Il documento, immediatamente recepito ed inserito nella Carta di Milano, contiene i “dieci comandamenti” che ogni agronomo dovrebbe rispettare nell’esercizio della propria professione.

«Siamo convinti – ha affermato il presidente della Waa, Andrea Sisti – che la nostra professionalità, offrendo soluzioni tecniche avanzate, elevi la nostra responsabilità etica e ci costringa ad operare sempre nell’interesse generale, in un’ottica di progresso sociale».

Sicurezza alimentare, salvaguardia della sostenibilità, della biodiversità, del suolo e del paesaggio, formazione continua, spirito di solidarietà, indipendenza e autonomia professionale, ma anche uso sociale delle nuove tecnologie, dai cosiddetti “big data” alle tecniche di miglioramento genetico, sono i pilastri su cui si basa il documento.

Particolarmente interessante il passaggio su uno dei problemi più attuali e delicati del momento, ossia la proprietà e l’utilizzo dei dati ottenuti con il precision farming: «L’agronomo – si legge nel documento – assicura che l’utilizzo della tecnologia e delle pratiche innovative non costituisca asimmetria informativa tale da essere utilizzata a fini economici per prevaricare i soggetti più deboli e ridurre la capacità di esercitare i loro diritti fondamentali». Anche per quanto riguarda la genetica, i professionisti promettono il loro impegno a utilizzare le tecniche «per finalità coerenti e migliorative delle condizioni delle popolazioni, senza favorire situazioni di colonialismo economico».

 
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