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Agroenergia, la tariffa omnicomprensiva riparte da 0,28 euro
Incentivi per l’agroenergia
Gli incentivi per l’agroenergia hanno forse trovato una via più breve, con l’approvazione al Senato di un emendamento al ddl «Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia», approvato dal Senato e da sottoporre «blindato» all’approvazione della Camera.
Accanto al piano per il «nuovo nucleare italiano» è stata infatti approvata la tariffa omnicomprensiva di 28 centesimi/kWh per i piccoli impianti agroenergetici – entrati in esercizio dopo il 31/12/2007 – di potenza inferiore a 1 MW e alimentati da biogas e biomasse e da oli vegetali puri tracciabili attraverso il fascicolo Pac. In pratica, il conto energia di 28 centesimi vale per tutte le tipologie di biomassa, senza distinzione per la filiera agricola. E va infatti definitivamente in pensione la tariffa di 30 centesimi riservata alle biomasse agricole dalla Finanziaria 2008.
Per gli impianti superiori a 1 MW, è previsto un fattore di moltiplicazione pari a 1,8 per il calcolo dei certificati verdi, nel caso in cui l’impianto sia alimentato da biomasse agricole. Per questo incentivo «mirato» sono in corso di definizione (in un decreto attuativo della Finanziaria Mipaaf-Sviluppo economico) i criteri per la tracciabilità delle biomasse da sottoporre a Bruxelles. Criteri che dovrebbero restringere il campo alle biomasse di origine comunitaria. Per gli impianti di potenza superiore a 1 MW alimentati da altri tipi di biomasse o da rifiuti biodegradabili, il fattore di moltiplicazione è stato elevato da 1,1 a 1,3. Sancita anche la cumulabilità per gli impianti gestiti da aziende agricole della tariffa omnicomprensiva con altri incentivi pubblici non eccedenti il 40% del costo dell’investimento.
Il provvedimento approvato dal Senato era atteso da due anni e arriva in un momento in cui il mercato dei certificati verdi batte la fiacca, a causa di un’offerta abbondante. Il Gse, che deve ritirare per legge i titoli, sta pagando 80 euro per certificato. «Le nostre valutazioni sono sostanzialmente positive – spiega Marino Berton dell’Aiel (Cia) – soprattutto di fronte allo scampato rischio di vedere annullata tutta la partita. Ma va anche sottolineato che dando la tariffa di 28 centesimi a tutte le biomasse, si è persa un’occasione per valorizzare l’agricoltura e premiare il rispetto dell'ambiente».
Per Confagricoltura-Agrienergia: «L’incentivo – spiega il presidente Andrea Pannocchieschi D’Elci – attiverà investimenti per 100 milioni circa, per una potenza installata di circa 25 MW. Ora abbiamo una finestra di due anni prima che scatti nel 2010 la revisione al ribasso delle tariffe dei certificati verdi, un tempo da sfruttare anche per incentivare la ricerca».
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