AgriOpenData, prodotti tracciati dal campo alla tavola con la tecnologia dei Bitcoin

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Con lo smartphone il consumatore potrà conoscere il percorso del prodotto dal campo allo scaffale del supermercato: l’innovazione verrà presentata in anteprima allo Smau 2016 dalla startup padovana Ez Lab, in occasione dell’evento Agrifood (martedì 25.10, ore 16, main stage).

Ez Lab è fra le imprese ospitate da Invitalia nella propria sezione Smart&Smart (pad. 4, stand A29).

 

Leggere, in tempo reale e attraverso il proprio smartphone, la carta di identità dei prodotti sullo scaffale del supermercato: conoscere, così, tutti i passaggi intercorsi dal campo alla tavola, sementi utilizzate e trattamenti effettuati, i chilometri percorsi nella filiera. Un’operazione oggi possibile grazie all’innovativa app AgriOpenData, messa a punto dalla start up Ez Lab di Padova e lanciata sul mercato in occasione di Smau Milano 2016. Negli ultimi mesi la piattaforma – progettata inizialmente come applicazione al servizio delle imprese agricole, per rendere più efficiente il processo produttivo – è stata implementata con una novità sostanziale, che fa di AgriOpenData un potente strumento nelle mani del consumatore con l’obiettivo di rendere la spesa più informata e quindi più sicura. L’intuizione della startup è stata quella di utilizzare il protocollo blockchain, alla base dello scambio dei Bitcoin: la novità sarà presentata in anteprima allo Smau, all’evento Agrifood (martedì 25.10, ore 16, main stage). Lo stand di Ez Lab (pad. 4, stand A29) è ospitato nell’area Smart&Smart di Invitalia: Ez Lab, infatti, è fra le 12 start up selezionate dall’ente di investimento del ministero dell’Economia.

 

Il protocollo blockchain come “passaporto elettronico” dei prodotti agroalimentari

Il protocollo blockchain, che sfrutta la tecnologia peer-to-peer, è sicuro e inespugnabile e garantisce il massimo livello di sicurezza oggi esistente sul mercato per quanto riguarda la certificazioni delle transazioni. Applicando questa tecnologia alla piattaforma al servizio dell’agricoltura AgriOpenData, che già nella sua prima release era arrivata fra i finalisti del bando europeo Finodex, Ez Lab propone oggi sul mercato un’applicazione che consentirà al consumatore finale di visualizzare il “passaporto elettronico” del prodotto agroalimentare che sta acquistando. Sarà sufficiente leggere con lo smartphone il codice riportato sul prodotto. Codice che non può essere falsificato: le informazioni sono certificate perché sono il frutto di un processo di tracciamento automatico non soggetto a interventi discrezionali. Basta pensare, ad esempio, che i dati inseriti dall’azienda agricola a monte della filiera sono rigorosamente geolocalizzati, impossibile falsificare luogo o data di produzione. È evidente che AgriOpenData può aprire nuove prospettive nel settore dello SmartAgriFood, con sviluppi molto interessanti in particolare nel settore del biologico o del “chilometro zero”, per i quali può rappresentare una nuova forma di certificazione.

 

Come funziona: un esempio pratico

Per capire come funziona AgriOpenData, ecco un semplice esempio: quando il grano deve ancora essere raccolto, ad esso è automaticamente associato un codice composto da più sottocodici, che indicano in modo univoco il campo in cui viene prodotto, il tipo di sementi utilizzate, di trattamenti effettuati e il “titolare” del trattamento. Ad ogni passaggio della filiera questo codice viene implementato con altri codici, anch’essi associati in modo automatico, che identificano via via il mulino in cui viene macinato, il tipo di lavorazione, il magazzino della Gdo in cui viene stoccata la farina, il supermercato che rappresenta la destinazione finale: tutti i passaggi della filiera vengono così cristallizzati e certificati nel codice finale riportato accanto all’etichetta, e possono essere controllati in ogni momento e in tempo reale dai diversi attori della filiera stessa così come dal consumatore che acquista il prodotto. Alla nuova piattaforma proposta da Ez lab, che è alla ricerca di potenziali investitori interessati a sostenere il progetto, già guardano con interesse alcuni grandi marchi del settore dell’alimentare.

 

Ez-Lab nasce nel 2014 da Massimo Morbiato, vulcanico imprenditore del settore informatico che ha alle spalle una solida esperienza: dopo essere entrato giovanissimo in IBM, nel 1994 ha iniziato un’attività come libero professionista per poi presentare, nel 1997, il secondo provider di Padova, quando ancora Internet stava muovendo i primissimi passi nel nostro Paese. Negli anni successivi ha fondato una società informatica tuttora attiva. La start up è ospitata da Start Cube, incubatore dell’Università di Padova, e opera in stretta collaborazione con il Consorzio di ricerca applicata dell’ateneo.


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