Agrilevante, l’agricoltura mediterranea protagonista a Bari

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Torna dal 15 al 18 ottobre la manifestazione che, nonostante la crisi di mercato, rimane punto di riferimento per il settore della meccanica

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Il mercato italiano delle macchine agricole è in crisi, eppure ad Agrilevante, l’esposizione internazionale delle macchine, impianti e tecnologie per la filiera agricola che FederUnacoma e Fiera del Levante organizzeranno a Bari dal 15 al 18 ottobre, aumenterà il numero degli espositori rispetto al 2013 e alle edizioni precedenti. Per Massimo Goldoni, presidente di FederUnacoma, è il segno che l’industria crede comunque nelle potenzialità dell’agricoltura del Mezzogiorno e dei Paesi mediterranei, arabi e balcanici, alla quale la manifestazione è rivolta.

Qual è la situazione attuale di mercato per i trattori, le macchine operatrici e le tecnologie agroalimentari più importanti delle sei filiere di Agrilevante?

«Il mercato italiano è complessivamente in crisi, non perché manchi una domanda potenziale di mezzi meccanici ma perché non ci sono le condizioni economiche per affrontare investimenti. Le mietitrebbiatrici e le trattrici per le attività in pieno campo sono in costante decremento, e così in generale tutti gli investimenti per l’acquisto di mezzi meccanici e attrezzature per le filiere agricole. Tuttavia un dato interessante riguarda i trattori specializzati, quelli per la viticoltura e la frutticoltura, che registrano un andamento positivo e rappresentano in qualche modo un presidio per le nostre colture più tipiche e pregiate».

Rispetto a due anni fa (Agrilevante 2013) quali cambiamenti sono intervenuti nel mercato? E quali sono le prospettive future?

«Purtroppo il mercato non ha dato segni di ripresa in questi anni, e persino nell’anno in corso, caratterizzato da una lieve ripresa economica, non si registrano progressi sul fronte della meccanizzazione. Solo una maggiore fiducia delle imprese agricole e un più efficiente impiego dei fondi Psr possono determinare un’inversione di tendenza».

Agrilevante 2015 si inserirà, quindi, in un mercato in ripresa, statico o in discesa?

«Si inserisce in un mercato nazionale ancora stagnante ma più vivace in Puglia di quanto lo sia nelle altre regioni italiane. Se infatti guardiamo i dati sulle immatricolazioni di trattrici negli anni della crisi, dal 2009 ad oggi, vediamo come, mentre il mercato nazionale ha avuto un decremento complessivo pari al 33%, la Puglia ha registrato un passivo più contenuto, intorno al 17%. Questo vuol dire che la Puglia, sia pure nella situazione di crisi, ha saputo investire più della media nazionale».

Quante e quali industrie costruttrici, italiane ed estere, parteciperanno ad Agrilevante 2015? Prevarranno alcune tipologie di industrie su altre, oppure l’offerta sarà equilibrata?

«In questa edizione abbiamo circa 310 aziende espositrici, delle quali circa un 20% di provenienza estera. L’offerta è ampia perché oltre alle trattrici e alle mietitrebbiatrici abbiamo una notevole presenza di attrezzature e di macchine operatrici varie. Consideriamo però che la specificità della rassegna sta nel fatto di offrire tecnologie rivolte prevalentemente all’area mediterranea e questo rappresenta, senza dubbio, il “focus” anche di questa edizione».

Agrilevante si rivolge a tutte le aziende agricole e zootecniche, offrendo macchine e attrezzature calibrate per dimensioni e bilanci differenti, oppure punta su particolari segmenti del tessuto economico-sociale agrizootecnico?

Nel Mezzogiorno d’Italia, così come in tutti i Paesi dell’area mediterranea, coesistono due tipologie di agricoltura, quella delle piccole aziende a dimensione familiare e quella delle aziende più grandi, che operano sul mercato con logiche industriali. Il successo di Agrilevante di fatto di non privilegia una tipologia rispetto all’altra, ma offre tecnologie innovative per ogni modello di impresa».

L’innovazione tecnologica è la condizione imprescindibile per la competitività del sistema agricolo e di quello agroalimentare. Che cosa offrirà Agrilevante sotto questo profilo? Presenterà anche un settore di macchine usate?

«Agrilevante è una rassegna delle industrie della meccanica e non un evento agricolo in senso generico, come possono essere molte altre fiere. È dunque importante che le aziende presentino il meglio della propria produzione senza lasciare spazio alle macchine usate. Le innovazioni saranno molte e fra queste spiccheranno quelle del concorso “Novità tecniche”, che quest’anno premia soluzioni costruttive di natura molto diversa, dall’erpice all’atomizzatore, dai telescopici alle macchine per la manutenzione del verde».

Agrilevante, che si pone come punto di riferimento, nel mercato delle macchine e tecnologie per l’agricoltura e l’agroalimentare, per le imprese operanti nel Centro-Sud Italia e nel Mediterraneo, è alla quarta edizione. Presenterà cambiamenti e differenze rispetto alle precedenti tre edizioni?

«La formula resta la stessa, con la divisione per categorie merceologiche che consente ai visitatori di individuare subito i settori d’interesse e di confrontare le soluzioni tecnologiche proposte dalle diverse aziende. Come elemento di novità abbiamo la creazione di una “area internazionalizzazione” nella quale si svolgono gli incontri d’affari tra espositori e operatori dei Paesi esteri. Poi, grazie alla collaborazione con Itabia, abbiamo dato ancora più importanza al settore delle bioenergie, che comprende la mostra delle tecnologie per la filiera ma anche un calendario di incontri tecnici e divulgativi sul tema».

Qual è stato l’impatto commerciale delle prime tre edizioni sul Mezzogiorno, in termini di vendite post manifestazione? E sui vicini Paesi balcanici, arabi e mediterranei in generale?

«È difficile valutare il ritorno di una rassegna in termini di business, perché i contratti non vengono definiti in fiera ma nei rapporti commerciali post-fiera. Il fatto che nelle quattro edizioni sino ad oggi realizzate abbiamo registrato un incremento molto consistente sia degli espositori sia dei visitatori lascia intendere che un ritorno economico ci sia effettivamente. Non dimentichiamo che i mercati dell’Africa settentrionale, del Medioriente e dell’Europa orientale sono potenzialmente molto interessanti e che forniture a Paesi vasti come ad esempio la Turchia, l’Iran o l’Egitto possono essere molto significative per le industrie espositrici».

Oltre a presentare macchine, attrezzature e tecnologie, Agrilevante offrirà servizi, e quali, agli imprenditori agricoli/agroalimentari in visita? La convegnistica tratterà quali temi?

«I servizi più utili, ai fini del business, sono sempre quelli per gli scambi con gli operatori esteri, e vanno dall’interpretariato alla gestione ottimizzata dell’agenda degli incontri d’affari, fino alla realizzazione, ove necessario, di visite guidate per conoscere realtà produttive e vedere applicazioni tecnologiche che possono essere valide anche in contesti agricoli e ambientali diversi da quelli delle nostre regioni. I convegni affronteranno molte tematiche d’attualità, da quella relativa all’economia agricola del mediterraneo a quella relativa alla normativa comunitaria sui “trattori stretti”, ma grande importanza verrà data alle filiere bioenergetiche, mediante un programma articolato, realizzato in collaborazione con Itabia, che prevede anche workshop e dimostrazioni pratiche.

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