Acqua e fertilizzanti, binomio vincente

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La tecnologia degli impianti irrigui, grazie a pompe dosatrici e a erogatori dotati di sistemi autocompensanti, consente di dosare nei tempi e nei modi i formulati delle soluzioni fertilizzanti

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La fertirrigazione consente di apportare con una soluzione liquida le differenti unità fertilizzanti calcolate nel piano di concimazione, tenendo però sempre presente la competitività chimico-fisica dei singoli elementi minerali.
La soluzione nutritiva viene formulata a seconda delle fasi fenologiche dell’olivo, del pH del terreno, della qualità dell’acqua immessa nell’impianto irriguo, della solubilità degli elementi minerali e di altre variabili ambientali e colturali.
L’evoluzione tecnico-costruttiva degli impianti di irrigazione garantisce l’erogazione della soluzione in modo uniforme grazie a pompe dosatrici e a erogatori dotati di sistemi autocompensanti in grado di regolare in quantità volumetrica la soluzione stessa e di modulare la proporzionalità dei differenti elementi minerali preventivamente calcolati mediante programmi di software utilizzati anche per gli interventi irrigui.
Apporto di unità fertilizzanti che viene ottimizzato a seconda delle effettive esigenze nutritive della pianta, evitando in tal modo eccessi o carenze di elementi minerali in relazione alla capacità di assorbimento dell’apparato radicale.
La quantità di elementi assimilabili viene controllata e regolata da sensori di cui sono dotate le sonde dell’impianto irriguo, i quali rilevano il pH e la conducibilità elettrica (EC) che misura la concentrazione ionica della soluzione; sensori di cui sono dotate le sonde.
Dispositivi elettronici che fanno parte dei banchi di fertirrigazione con fertirrigatori computerizzati che gestiscono l’irrigazione e contemporaneamente variano la reazione del pH e la conducibilità elettrica (EC).
I banchi consentono un dosaggio preciso delle formulazioni di elementi fertilizzanti mediante la miscelazione automatica della soluzione madre (acqua più fertilizzante) per la preparazione della soluzione figlia a partire da due o più soluzioni madre e di una soluzione acida per la correzione del pH.
In ogni formulato vengono preventivamente fissati i rapporti nutritivi fra soluzione madre, EC e pH stabiliti per una corretta concimazione.
Va precisato che la concentrazione totale degli elementi fertilizzanti non deve superare i cinque grammi per litro e devono essere sciolti e miscelati prima di essere immessi nella rete irrigua.
Solubilità e compatibilità delle unità fertilizzanti (tab. 1) con gli altri elementi minerali rappresentano la base conoscitiva indispensabile per formulare un piano di concimazione fertirriguo, onde evitare miscele che, oltre a non rispondere alle esigenze nutritive della pianta, possono provocare processi negativi anomali nella struttura chimico-fisica e biologica del terreno e creano ostruzioni nella rete irrigua con concrezioni che possono formarsi a causa della insolubilizzazione di alcuni elementi minerali.
L’apporto di azoto, fosforo e potassio da distribuire con la fertirrigazione nel corso dell’intero ciclo vegetativo e produttivo delle piante, viene calcolato tenendo conto del materiale asportato con la potatura, dello sviluppo vegetativo e della produzione di olive: entità non facilmente quantificabile, ma che mediamente viene stimata in tre Kg di sostanza secca per pianta.
La concentrazione di nutrienti su base secca viene valutata nel 2% di N, 0,2% di P e 2% di K; pertanto le quantità da apportare alla pianta sono rispettivamente 60 gr di N, 6 gr di P e 60 gr di K; indicazioni che rappresentano senz’altro un riferimento, ma che sono oggetto di variazioni a seconda dell’accrescimento della pianta, della produzione di olive e delle condizioni climatiche che si verificano nell’intero ciclo dell’olivo……

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