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A PASTATREND/2. L’agronomo al fianco del produttore
Se le micotossine fanno la differenza
La principale criticità del mercato dei cereali è oggi rappresentata dalla volatilità dei prezzi, caratteristica con la quale tuttavia «dobbiamo imparare a convivere, migliorando la qualità alimentare e agendo sul mercato dei derivati altamente instabili per definizione» ha sottolineato Luigi Vannini della Facoltà di Agraria di Bologna intervenuto ad un convegno, organizzato dall’ordine degli Agronomi e Forestali della provincia di Bologna nell’ambito della fiera PastaTrend.
«Ma la volatilità dei prezzi dei cereali – ha aggiunto Andrea Villani dell’Ager Borsa merci di Bologna è fortemente influenzata anche dalla destinazione d’uso che varia in relazione alla presenza o meno di contaminanti, quali le micotossine. La normativa prevede per i cereali livelli di contaminanti molto diversi a seconda che siano destinati all’alimentazione umana o animale, e in un’annata sfortunata, sono proprio le micotossine che fanno la differenza, anche per i prezzi. Per il grano duro è stata inserita in passato la quotazione “altri usi” per il prodotto che non poteva rientrare nelle categorie tradizionali di quotazione; ad es. nel 2008 i livelli di contaminanti hanno spostato i prezzi di oltre 100 euro/t, un valore davvero significativo per gli operatori».
Il compito dei professionisti dovrebbe essere, sempre secondo Villani, proprio quello di far capire ai produttori «che le micotossine, quando sono presenti, sono in grado di condizionare pesantemente il mercato dei cereali e il sottoutilizzo rispetto a quello principale può portare a forti cali di prezzo».
Senza dimenticare che molto spesso è proprio l’Unione europea, attiva nel richiamare l’attenzione sulla sicurezza e qualità delle produzioni, ad attribuire «al produttore agricolo la responsabilità diretta nei confronti del consumatore» ha aggiunto il presidente dell’ordine degli Agronomi di Bologna Gabriele Testa. «In quest’ottica ha detto si inserisce la figura dell’Agronomo che ha il compito di trasferire il progresso scientifico al comparto produttivo, in tutta la filiera agroalimentare, garantendone grazie alle sue competenze professionali, la qualità intrinseca sempre con un occhio alla sostenibilità ambientale».
Un esempio pratico di come viene portata avanti la ricerca da parte degli agronomi è stato presentato da Cesare Accinelli dell’università di Bologna che sta effettuando da alcuni anni e dal 2009 anche nella Pianura Padana, prove di lotta biologica contro le aflatossine dei cereali che prevedono la distribuzione in campo, in maniera massiva, di ceppi del fungo che non producono la tossina e che così contrastano lo sviluppo dei ceppi aflatossigeni.
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