25 milioni per le reti d’impresa

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risorse destinate ai crediti d’imposta per nuovi investimenti e cooperazione di filiera

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Oltre 25 milioni di euro in tre anni alle reti di imprese. Sono risorse destinate ai crediti d’imposta per nuovi investimenti e cooperazione di filiera. La misura rientra nel pacchetto Campolibero. Si rivolge a singole imprese, anche in forma cooperativa o riunite in consorzi, aderenti a un contratto di rete già costituito alla presentazione della domanda, titolari di reddito di impresa o di reddito agrario e in particolare a quelle che producono prodotti agricoli, della pesca e dell’acquacoltura. Il credito d’imposta si aggira sul 40% degli investimenti effettuati che al massimo possono raggiungere il valore complessivo di 400mila euro per ciascuno periodo. Le domande vanno presentate dal 20 febbraio al 28 febbraio dell’anno successivo a quello di realizzazione degli investimenti al Mipaaf. I  25,5 milioni di euro sono così ripartiti: – 4,5 milioni  nel 2014; – 12 milioni nel 2015; – 9 milioni  nel 2016. Le spese finanziabili con il credito d’imposta  sono le seguenti: –    consulenza e assistenza tecnico-specialistica prestate da soggetti esterni all’aggregazione in rete, per la costituzione della rete, per la redazione del programma di rete e sviluppo del progetto; –    materiali per la costruzione, acquisizione o miglioramento di beni immobili e per l’acquisto di attrezzature; –    tecnologie e strumentazioni hardware e software funzionali al progetto; –    ricerca e sperimentazione; –    acquisizione di brevetti, licenze, diritti d’autore e marchi commerciali; –    formazione dei titolari d’azienda e del personale dipendente; –    promozione sul territorio nazionale e sui mercati internazionali dei prodotti della filiera; –    comunicazione e pubblicità.  

Il caso “Friuli future wines”

Nel 2010 è stata costituita la prima rete d’imprese del vino del Friuli Venezia Giulia. Coordinata dalla Ccia di Udine, sotto il nome di “Friuli Future Wines”, si rinnova annualmente con un’importante crescita di adesioni: dalle prime 23 aziende alle 43 del 2015. È la più numerosa rete di imprese italiana del settore. Costituita nell’ambito del progetto Ocm vino, per la promozione sui mercati extraeuropei,  dispone di un budget complessivo di oltre 1 milione di euro. Fin dall’inizio, si è operato negli Stati Uniti, allargando poi la promozione anche a Russia, Cina (Hong Kong) e, da quest’anno, Giappone. «La valenza regionale conferisce ancor più forza a un sistema unito per la promozione all’estero», evidenzia il presidente della Ccia di Udine, Giovanni Da Pozzo. Proficua la collaborazione nell’ambito dell’Ocm vino che comporta una compartecipazione al 50% di fondi pubblici – dall’Ue, attraverso Mipaaf e Regione – e al 50% di risorse delle imprese. «Realtà piccole e contemporaneamente di grandissima qualità, che trovano nella Ccia l’appoggio operativo e la cornice istituzionale in grado di dar loro – dice Da Pozzo –, ulteriore competitività sul mercato extra Ue. Inoltre, la nostra organizzazione consente a ciascuna aziende di scegliere le iniziative promozionali più adatte e tagliate su misura per la propria realtà, ma di muoversi con il peso e la forza rappresentativa di una vera e propria aggregazione». La “riconquista” degli Stati Uniti è partita da Italian wine week e Slow wine tour, due tra i principali eventi per la promozione vinicola a livello mondiale nonchè il primo mercato per l’export di vino dal Fvg: in valore quasi 25 milioni di € nel 2013, un quarto di tutto l’export di bevande della regione. «Le aziende si sono presentate a New York in un contesto di assoluto rilievo per un proficuo incontro con i maggiori importatori, distributori, operatori e stampa specializzata dagli Stati Uniti e da tutto il mondo». «Partecipo alla Rete da un paio d’anni – commenta Giorgio Badin dell’azienda “Ronco del gelso” di Cormòns (Gorizia) –. L’attività è decisamente utile. Le aziende coinvolte sono di alta qualità, fondamentale quando si fa promozione in piazze affollate come quelle Usa. I riscontri, forse, non sono così immediati poiché la crisi non fa sconti a nessuno, ma bisogna insistere». di Adriano Del Fabro