2014-2020, prove di nuova Pac

Il 12 ottobre saranno pubblicate le proposte legislative. Le prime anticipazioni
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Il percorso della nuova Pac 2014-2020 prosegue a tappe serrate; il 12 ottobre prossimo usciranno le proposte legislative sulla nuova Pac.
Un documento molto importante perché chiarirà le intenzioni della Commissione su aspetti tecnici rilevanti: i nuovi pagamenti diretti, l’assegnazione dei titoli, la definizione di agricoltore attivo, il massimale dei pagamenti diretti, le misure dimercato, il nuovo regolamento sullo sviluppo rurale.
Su questo documento già trapelano le prime anticipazioni, che fanno comprendere i contenuti tecnici più significativi della nuova Pac.
Di seguito, illustreremo le principali novità, tenendo conto che si tratta di informazioni non ufficiali, che saranno pubblicate il 12 ottobre 2011. 
 

 

PAGAMENTI DIRETTI
Le prime anticipazioni sulle proposte legislative confermano le ipotesi già formulate dalla Commissione a novembre 2010 e dal Parlamento europeo a giugno 2011; il sostegno agli agricoltori sarà basato su un sistema di quattro tipologie di pagamenti diretti (tab. 1):
– pagamento di base;
– pagamento ecologico (greening);
– pagamento alle aree svantaggiate;
– pagamento accoppiato.
Attraverso l’erogazione dei pagamenti diretti in quattro componenti, la Commissione intende perseguire l’obiettivo di un sostegno piùmirato ed, inoltre, ripartito in modo più equo tra gli agricoltori. 
 

 

PAGAMENTO DI BASE
La prima componente dei pagamenti diretti persegue l’obiettivo di sostenere il reddito di base con un pagamento diretto disaccoppiato di base che garantisca un livello uniforme di sostegno obbligatorio a tutti gli agricoltori di uno Statomembro (o una regione).
I titoli all’aiuto saranno assegnati in seguito alla presentazione della domanda da parte degli agricoltori che dovrà essere effettuata entro il 15 maggio 2014. Riceveranno i titoli gli agricoltori che soddisfano i requisiti di agricoltore attivo (il concetto di agricoltore attivo non è stato ancora definito); il numero dei titoli all’aiuto corrisponde al numero di ettari eleggibili.
Per ogni anno, il valore unitario dei titoli all’aiuto sarà calcolato dividendo il massimale nazionale o regionale per il numero di titoli all’aiuto fissati a livello nazionale o regionale.
In base a questo principio generale, i titoli saranno uniformi per tutti gli agricoltori, ma è prevista una deroga a discrezione degli Stati membri, i quali potranno adottare un periodo transitorio per passare dall’attuale sistema di titoli storici ai titoli uniformi.
Il periodo transitorio durerà dal 2014 al 2018; entro il 1° gennaio 2019, tutti i titoli all’aiuto in uno Stato membro o nella regione interessata dovranno avere un valore unitario uniforme.
Tenendo conto della riduzione del budget agricolo e del parziale trasferimento di risorse ai Paesi dell’Est europeo, si può stimare che, a regimenel 2019, il nuovo sostegno medio del pagamento di base possa attestarsi sui 150180 €/ ha.
Il meccanismo di avvicinamento dai titoli storici ai titoli uniformi avverrà secondo questamodalità:
– dal 2014, tutti gli agricoltori riceveranno nuovi titoli uniformi su tutta la superficie ammissibile;
– questa assegnazione riguarderà solo una percentuale (esempio il 50%) del massimale nazionale o regionale;
– l’altra parte del massimale sarà usata per aumentare il valore dei titoli, solo per gli agricoltori in possesso di titoli storici al 31.12.2013, inclusi i titoli speciali.
In altre parole, il valore dei titoli dal 2014 al 2018 sarà un mix composto dal valore dei nuovi titoli uniformi e dal valore dei titoli storici. 
 

 

MASSIMALI NAZIONALI O REGIONALI?
Gli Stati membri possono applicare il regime di pagamento di base a livello nazionale o regionale.
Un solo massimale nazionale significa un’uniformazione dei titoli a livello nazionale, con una forte ridistribuzione dalle regioni con pagamenti diretti per ettaro più elevati (Lombardia, Veneto, Puglia, Calabria) a regioni con pagamenti diretti più bassi della media nazionale (Sardegna, Toscana, Trentino Alto Adige, Abruzzo, Basilicata).
I massimali regionali impediscono invece tale spostamento tra regioni.
Il massimale nazionale verrà suddiviso tra le regioni secondo criteri obiettivi e non discriminatori, tenendo conto della loro struttura amministrativa o istituzionale e del potenziale agricolo regionale. In altre parole, il massimale può essere suddiviso anche tra le regioni amministrative. Inoltre, gli Stati membri possono modificare i massimali regionali in tappe progressive annuali.
 

 

COMPONENTE ECOLOGICA
La nuova Pac intende rafforzare la sua efficacia ambientale grazie a una componente ecologica dei pagamenti diretti (greening).
Gli agricoltori che percepiscono il pagamento di base e che rispettano una serie di pratiche, che vanno oltre la condizionalità, avranno diritto a un pagamento addizionale.
Tali pratiche, a beneficio del clima e dell’ambiente, sono le seguenti:
a) diversificazione delle colture: se le superfici a seminativo superano i 3 ettari, dovranno essere previste tre tipi di colture, che devono interessare almeno il 5% e non superare il 70% della superficie a seminativo. Possono essere stabilite deroghe per l’applicazione dei limiti sopra riportati in caso di prati temporanei, riso e terreni a riposo;
b) mantenimento dei prati e pascoli permanenti: gli agricoltori dovranno mantenere le superfici adibite a prati e pascoli permanenti;
c) aree ecologiche: gli agricoltori dovranno dedicare almeno il 5% della loro superficie agricola a scopi ecologici (escluse le aree usate per i prati permanenti). Possono essere considerati tali i terreni a riposo, le terrazze, il mantenimento del paesaggio, le fasce tampone, e le pratiche agricole in rispetto delle direttive relative alla protezione acque da nitrati, all’uso sostenibile pesticidi, alla politica delle acque, alla conservazione degli habitat naturali e flora e fauna selvatica, e alla conservazione degli uccelli selvatici.
Gli agricoltori, la cui azienda ricade totalmente o parzialmente nelle aree  Natura 2000, hanno diritto a percepire la componente ecologica dei pagamenti, se rispettano le pratiche previste dalle direttive Natura 2000.
Gli agricoltori biologici avranno automaticamente diritto a percepire la componente ecologica dei pagamenti.
Tale pagamento avrà la forma di pagamento annuale per ettaro ammissibile, calcolato dividendo l’importo, risultante dall’applicazione del 30% del massimale nazionale annuale, per il numero di ettari ammissibili (tab. 2).
Tenuto conto del budget disponibile, si può stimare che il pagamento ecologico possa attestarsi su 80100 €/ha. 
 

 

ALLE AREE SVANTAGGIATE
Gli Stati membri dovranno concedere un pagamento addizionale agli agricoltori, che percepiscono il pagamento di base, la cui azienda sia ubicata, in parte o totalmente, nelle aree soggette a svantaggi naturali come stabilite dal nuovo regolamento sullo sviluppo rurale. Gli Stati membri finanzieranno tale pagamento utilizzando il 5% del massimale nazionale annuale (tab. 2).
 

 

PAGAMENTI ACCOPPIATI
Gli Stati membri possono concedere aiuti accoppiati a favore degli agricoltori in settori o in regioni dove particolari tipi di agricoltura sono in difficoltà e hanno una particolare importanza per ragioni economiche e/o sociali, a condizione che l’aiuto serva permantenere il livello attuale di produzione nelle regioni interessate.
I settori produttivi ammissibili sono: frumento duro, colture proteiche, riso, nocciole, colture energetiche, patate da fecola, latte e prodotti lattiero caseari, sementi, colture arabili, carni ovicaprine, carni bovine, leguminose da granella, olive da olio, baco da seta, luppolo, barbabietola da zucchero, canna da zucchero, cicoria e ortofrutta.
Per attivare l’aiuto accoppiato volontario, gli Stati possono utilizzare dal 5 al 10% del loro massimale nazionale, con possibilità di deroga di utilizzo oltre il 10% in casi debitamente giustificati.
 

 

TETTI AZIENDALI (CAPPING)
Il tema di un tetto ai pagamenti diretti per le grandi aziende agricole èmolto dibattuto in sede comunitaria. Finora la maggioranza degli Stati si è schierata contro, ma la Commissione non demorde.
Secondo le prime anticipazioni, gli importi dei pagamenti diretti concessi agli agricoltori verranno ridotti delle seguenti percentuali:
– 20% per importi superiori a 150.000 e fino a 200.000 €;
– 40% per importi superiori a 200.000 e fino a 250.000 €;
– 70% per importi superiori a 250.000 e fino a 300.000 €;
– 100% per importi superiori a 300.000 €.
Per stimolare l’applicazione di pratiche rispettose dell’ambiente, gli importi relativi alla componente ecologicanonverranno contabilizzati ai fini del capping.
La riduzione dovrà considerare l’intensità del lavoro dipendente e, pertanto, i tetti aziendali saranno calcolati sottraendo dall’importo totale dei pagamenti diretti inizialmente dovuti all’agricoltore (esclusa la componente ecologica), gli importi dei salari pagati e dichiarati dagli agricoltori per l’anno precedente, inclusi i contributi sociali e le tasse relative al lavoro.
Al fine di evitare la creazione di condizioni artificiali per sottrarsi l’applicazione del capping, gli Stati membri dovranno assicurare che nessun pagamento sia effettuato agli agricoltori in caso di:
– suddivisione abusiva dell’azienda o della società;
– trasferimento artificiale parziale di parte dell’azienda ad altre persone.


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