10 domande e 10 risposte

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Un esame completo della tecnologia e delle conoscenze necessarie per realizzare al meglio un impianto efficiente per una concimazione controllata e mirata

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L’evoluzione degli impianti di micro-irrigazione ha portato ad una localizzazione dell’acqua sempre più precisa e più efficiente ed il volume di terreno bagnato, in cui si sviluppa l’apparato radicale, è diventato limitato e molto intensivo, pertanto la concimazione controllata e mirata è una necessità conseguente ed assodata. L’incorporazione dei fertilizzanti nell’acqua e la loro somministrazione con l’impianto d’irrigazione, chiamata fertirrigazione, serve proprio a realizzare questo obiettivo.

1) Con la fertirrigazione, rispetto ad altri sistemi tradizionali, si riesce a soddisfare meglio i fabbisogni nutrizionali delle piante in funzione del loro stadio fenologico?
Per rispondere occorre fare alcune considerazioni sulle caratteristiche della fertirrigazione in funzione dei seguenti aspetti:
– con un impianto di distribuzione efficiente, si assicura una migliore uniformità di distribuzione dell’acqua e di conseguenza del fertilizzante a livello radicale della pianta.
– una localizzazione precisa, permette lo sviluppo di un apparato radicale proprio dove cade l’acqua di irrigazione ed i nutrienti. In pratica, fertirrigare significa portare i nutrienti nel punto esatto in cui saranno assorbiti dalle radici.
La fertirrigazione è tra i migliori sistemi per soddisfare al meglio i fabbisogni nutritivi delle piante. Essa permette la regolazione dell’apporto nutritivo in conformità con le effettive necessità della pianta. Sia le quantità di sostanze nutritive che le esigenze del periodo fenologico possono essere soddisfatti facilmente usando i fertilizzanti giusti. Una piccola quantità di fertilizzante somministrata a brevi intervalli è più disponibile per le piante che una massiccia applicazione ripetuta poche volte all’anno

2) Quali sono le principali accortezze che occorre conoscere per una corretta preparazione delle soluzioni nutritive?
La preparazione di ogni soluzione fertilizzante dovrebbe essere effettuata seguendo delle metodologie che garantiscono la sicurezza ed usando dei contenitori adatti. La dissoluzione dei fertilizzanti nell’acqua può provocare delle reazioni chimiche. I coltivatori ed i loro tecnici dovrebbero conoscere bene queste reazioni per assicurare una completa dissoluzione dei concimi in tutta sicurezza.
Vediamo in dettaglio i seguenti due punti:
a) Tempo di sedimentazione
Alcuni fertilizzanti non sono completamente solubili o non hanno la massima purezza. Una volta disciolti nella soluzione saranno ancora presenti piccole quantità di particelle solide, che potrebbero otturare i filtri o i gocciolatori. Le soluzioni nutritive devono essere lasciate riposare per un periodo sufficientemente lungo affinché le particelle non disciolte si depositino sul fondo del serbatoio. Un tempo di sedimentazione di 15-30 minuti è di solito sufficiente affinché si completi tale processo.
b) Mutamenti della temperatura
Poiché la maggior parte dei processi di dissoluzione sono endotermici (cioè consumano energia), il raffreddamento della soluzione durante lo scioglimento del fertilizzante è un fenomeno che si nota molto bene. Quando si sciolgono dei fertilizzanti in concentrazioni relativamente elevate oppure quando si usa acqua molto fredda, questo processo di raffreddamento potrebbe provocare una precipitazione dei soluti nella soluzione. In questo il caso, gli agricoltori dovrebbero evitare le soluzioni troppo concentrate, non usare acqua fredda, se possibile, oppure diluire la soluzione madre.

Leggi l’articolo completo su Colture Protette n. 4/2017  L’Edicola di Colture Protette